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“O. Licini. Un angelo in bilico”,
viaggio nella vita e nell’arte
del grande pittore del Novecento

MONTE VIDON CORRADO/ ASCOLI - Al via lunedì prossimo le riprese del documentario scritto da Elia Bei e Mattia Biancucci. Poi il set si sposterà nel capoluogo piceno. Anche Neri Marcorè tra le voci narranti

Osvaldo Licini con Caterina Celi Hellstrom

La vita, l’arte e l’anima di Osvaldo Licini diventano un documentario scritto da Elia Bei e Mattia Biancucci. Si intitola propria “O. Licini. Un angelo in bilico” la produzione (curata da Piceni Art For Job e Humareels) che prenderà il via lunedì prossimo, 20 gennaio, con la prima settimana di ripresa nel paese natale dell’artista, Monte Vidon Corrado (Fermo), così importante e determinante nell’influenzare la sua produzione ed evoluzione artistica. Le riprese si concentrano in particolare negli esterni del paese ed interni del Centro Studi “Osvaldo Licini”. Il set si sposterà poi ad Ascoli, alla Galleria d’arte contemporanea dedicata proprio all’artista e dove sono custoditi i quadri più celebri. «La visione che caratterizza il nuovo documentario -fa sapere la produzione- è la consapevolezza dell’arte di Licini come un’eredità importante per troppo tempo sottovalutata, che racchiude non solo opere d’assoluto valore artistico, ma anche valori, storie autentiche, passioni. Il documentario è quindi un percorso di ricerca e scoperta dell’ispirazione territoriale, dei segreti dell’arte e del genio creativo del pittore, ma anche del carattere, delle sue fragilità, della persona Osvaldo Licini». Il viaggio nella vita del pittore è sostenuto dalle voci degli abitanti di Monte Vidon Corrado che lo hanno conosciuto e degli studiosi che lo hanno analizzato negli ultimi trent’anni, e reso ancora più coinvolgente dalla voce narrante di Neri Marcorè. Un viaggio che conduce attraverso il territorio legato a Licini e porta a conoscere da vicino e con un’ottica nuova tante sue gemme nascoste: oltre a Monte Vidon Corrado, anche Porto San Giorgio, Fermo, Grottazzolina, Montefalcone Appennino, Falerone, Ascoli. L’esperienza cinematografica parte appunto da Monte Vidon Corrado, piccolo paese dell’entroterra protetto dalla maestosità dei Monti Sibillini. È proprio lì, infatti, a stretto contatto con la natura e il paesaggio che vennero pensate, concepite e realizzate le opere più importanti della carriera di Licini. 

Gli Angeli Ribelli

La vita dell’artista è infatti composta da tappe ben precise sul territorio italiano ed europeo. Un viaggio che comincia alla fine dell’Ottocento a Monte Vidon Corrado, e che finisce nello stesso luogo nel 1958. Monte Vidon Corrado, Bologna, Firenze, Parigi e la Svezia sono alcune delle tappe che hanno modellato l’universo artistico di Licini verso un’arte misteriosa e fantastica. 

Ma sono l’isolamento volontario a Monte Vidon Corrado e gli anni della Seconda Guerra Mondiale le tappe del suo percorso e i contesti nell’ambito dei quali prendono vita le celebri creature che popolano il mondo fantastico di Licini. Personaggi che il pittore crea e fa vivere nel cielo di Monte Vidon Corrado che lo sovrasta: Olandesi volanti, Amalassunte e Angeli ribelli. Da una parte, quindi, Licini uomo e dall’altra Licini artista che si alternano e si completano a vicenda. Con le lettere, le poesie e i racconti del pittore marchigiano che accompagnano intimamente lo spettatore in questo viaggio. Il documentario è risultato primo anche nel bando regionale nell’ambito del Por Fesr 2014-2020. Il produttore esecutivo è Sandro Angelini, mentre la regia è affidata a Elia Bei.

rp


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