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Sambenedettese in overdose,
assolto il presunto pusher

SAN BENEDETTO - I fatti risalgono al marzo del 2014 quando un giovane fu salvato dai sanitari del 118 dopo aver assunto eroina. Secondo la difesa invece non c'erano le prove della cessione dello stupefacente

Il Tribunale (foto Andrea Vagnoni)

«Assolto per non aver commesso il fatto». Il giudice del tribunale di Ascoli, Matteo Di Basttista ha scagionato un tunisino di 40 anni (K.G) accusato di aver fornito droga a due fratelli sambenedettesi. I fatti risalgono al marzo del 2014 quando uno dei due tossicodipendenti finì in overdose salvandosi soltanto grazie al provvidenziale intervento del personale sanitario del 118. Secondo quanto poi raccontato ai Carabinieri, i due fratelli, insieme ad un altra persona, avevano acquistato la sostanza stupefacente la sera prima da uno spacciatore extracomunitario. Il caso allarmò parecchio le forze dell’ordine visto che nei mesi precedenti si erano verificate altri due decessi da overdose e un’ altra vittima pochi giorni prima. E così in base alle indagini dei Carabinieri del Norm di San Benedetto su alcune utenze telefoniche ed alcuni testimoni è finito sotto processo il tunisino. Secondo l’avvocato difensore Silvia Morganti, invece, non c’erano le prove che fosse stato l’imputato a cedere la dose semi letale, soprattutto sul cellulare in uso allo straniero.

rp


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