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Dipendenze patologiche,
la commissione politiche giovanili
fa il quadro della situazione

ASCOLI - Presieduta da Micaela Girardi, per programmare interventi incisivi, la commissione consiliare ha chiesto al direttore del Sert di esporre le principali criticità. Emersi quattro elementi da tener presente. Centrale il ruolo di una corretta comunicazione che il Sert, non potendo più fare nelle scuole, promuove con rappresentazioni teatrali

Per essere più incisivi negli interventi volti a scoraggiare le dipendenze patologiche, la commissione consiliare politiche giovanili del Comune di Ascoli Piceno, presieduta da Micaela Girardi, ha voluto avere chiaro il quadro della situazione in città. Si è infatti riunita in seduta congiunta e, alla presenza degli assessori Massimiliano Brugni e Domenico Stallone, ha ricevuto in audizione il Marco Quercia, direttore del servizio territoriale per le dipendenze patologiche (Sert) dell’Area Vasta 5.

Micaela Girardi

Dall’incontro è emerso che sono 4 gli elementi da tenere presenti per impostare con efficacia le future azioni: le dipendenze riguardano tutto il mondo giovanile; chi si avvicina ad una sostanza per avere una alterazione, mediante qualunque tipo di droga, è già un soggetto a rischio dipendenza; le campagne di prevenzione selettive per adolescenti devono essere realizzate da professionisti scegliendo accuratamente forme espressive idonee per quel target; singole azioni di prevenzione così come singole immagini impressionanti hanno un effetto breve e non duraturo pertanto si deve puntare su campagne sistematiche e frutto di lavoro di rete fra enti ed istituzioni.

Quercia ha voluto precisare che siamo di fronte ad un cambiamento delle “agenzie educative”, dove il ruolo che prima aveva la famiglia ora è stato sostituito dalle fonti “virtuali” quali internet, i social network e la televisione, strumenti che spesso sfuggono al controllo della famiglia stessa e che trasmettono informazioni parziali sul consumo di droghe, senza spiegarne gli effetti negativi. Il direttore del Sert, nel corso dell’incontro, ha illustrato i dati sulla tossicodipendenza, sia nazionali che locali, dai quali si evince l’abbassamento dell’età media in cui avviene per la prima volta l’uso di sostanze. Anche l’età media del primo accesso al Sert è scesa da 25 anni a 22 anni e si è anche ridotto l’intervallo di tempo che intercorre tra il primo uso di sostanze e il primo accesso al servizio.

Attualmente le persone fanno uso di droghe alternando il consumo di sostanze diverse in funzione degli effetti che producono. Di conseguenza accade sempre più spesso che si cominci non più con la cannabis, una volta considerata la droga “leggera” di primo ingresso al consumo, ma con la cocaina e con altre droghe, perché si cercano gli effetti che proprio quella tipologia di sostanza produce. Il circuito della dipendenza patologica accomuna alcool, cannabis, eroina e gioco d’azzardo. E’ decisivo, quindi, comunicare capillarmente le differenze tra gli effetti delle sostanze stupefacenti per far comprendere la pericolosità del rischio di dipendenza.

Ad Ascoli risultano in carico al Sert circa 350 pazienti in trattamento farmacologico (eroinomani), circa 40 persone in comunità terapeutiche per reati connessi alla tossicodipendenza, oltre agli altri pazienti per le cui dipendenze non esistono terapie farmacologiche, sottoposti  ad esempio a terapie psicologiche, come i  cocainomani, i cannabinoidi e gli alcolisti. La disamina della situazione a livello geografico italiano dimostra che l’alcool è maggiormente usato al Nord Italia. Invece, il bere abitualmente assumendo grosse quantità di alcool in un tempo molto ristretto per procurarsi lo sballo, fenomeno conosciuto come “binge drinking”, è più frequente al Centro-Nord.

Davvero preoccupante il dato nazionale del 2018 sui ricoveri per intossicazione da alcool (38.000 persone), dal quale emerge che il 17% dei casi sono ragazzi addirittura al di sotto dei 14 anni di età. La cocaina è usata maggiormente al Centro-Sud. Ne è diminuito il consumo occasionale, ma è aumentato l’uso frequente, ragione per cui è necessario impostare una mirata strategia di comunicazione, rimarcando l’errore di ritenerla socialmente “accettata” rispetto all’eroina, occorrendo una rapida evoluzione della prevenzione.

Il Sert dell’Area Vasta 5 negli anni passati ha svolto un’intensa attività di comunicazione nelle scuole ascolane, per non poterle proseguire a causa di una notevole riduzione di personale, ripiegando sul  teatro che peraltro è strumento di comunicazione efficace. L’Area Vasta 5 nel 2018 ha promosso una rappresentazione dal titolo “Gran Casinò”, incentrata sulle truffe nel circuito del gioco d’azzardo e, a ottobre scorso, il monologo dell’attore Fabrizio Di Giovanni dal titolo “Stupefatto”,  basato  sull’omonimo  libro  di  Enrico  Comi.  Lo spettacolo si è svolto con successo al  Ventidio  Basso sia nella rappresentazione mattutina dedicata alle scuole cittadine  che in orario serale per il pubblico, registrando il tutto esaurito. Enrico Comi dedica la sua vita a testimoniare in tutta Italia l’esperienza nefasta dell’uso di droga dalla quale è riuscito a liberarsi e rimarca l’esigenza di organizzare campagne per gli alunni della scuola primaria, essendosi abbassata l’età in cui si fa uso per la prima volta di sostanze stupefacenti. Per  l’anno  2020,  l’evento in programma è “Mister  Jackpot”, sulle conseguenze negative che subisce il giocatore affetto da ludopatia.

 

 


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