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Ciclovia dell’Aso: Ceriscioli, Casini
e Cesetti: «Progetto di mobilità sostenibile
che valorizza l’offerta turistica»

SARA' LUNGA 12 chilometri, da Marina di Altidona a Rubbianello, con una pendenza media dell’1,2% e toccherà diversi centri del Fermano. La fattibilità della Ciclovia Adriatica è data per dicembre 2020 quali Lapedona, Altidona, Moresco, Campofilone, Monterubbiano e Pedaso. Tutto presentato stamane all'interno della Sala Joyce Lussu

di Monica Mazzarella

Oggi mercoledì 22 gennaio la Sala Joyce Lussu di Marina di Altidona (Fermo) ha ospitato la presentazione del progetto della  de. Presenti il presidente della RegioneLuca Ceriscioli, la vice presidente Anna Casini, l’assessore regionale Fabrizio Cesetti, la presidente della Provincia di FermoMoira Canigola e i sindaci dei Comuni di Lapedona, Altidona, Moresco, Campofilone, Monterubbiano e Pedaso.

Ceriscioli ha esordito dicendo che «la pubblicità della Regione Marche andrà in onda durante il Festival di Sanremo, nota di vanto per la nostra regione che tramite questo spot avrà una visibilità nazionale – per poi proseguire – oggi evidenziamo una delle 13 ciclovie che compongono, insieme all’Adriatica, la rete delle ciclovie delle Marche. Un grande progetto di mobilità sostenibile che riguarda l’intera regione. Una rete che ha coinvolto tanti Comuni e che unisce tutto il territorio con le finalità più diverse: per lo spostamento di tutti i giorni, per il rispetto dell’ambiente e anche rivolta alle strutture turistiche, perché i ciclisti, nel visitare i nostri bellissimi paesaggi, hanno necessità di queste infrastrutture dolci. Attorno alla bicicletta stiamo raccogliendo una identità della regione attraverso la realizzazione di 500 chilometri di piste ciclabili, punto di riferimento a livello nazionale. La campagna di comunicazione effettuata, tutta legata alla bicicletta con un testimonial d’eccezione come Vincenzo Nibali, racconta le Marche attraverso lo sguardo del ciclista».

Le Marche sono capofila di 6 Regioni, 17 province, 99 comuni e ben 1127 km . La Ciclovia parte da Venezia e arriva fino al Gargano. Il costo stimato è di 250 mlioni di euro e i finanziamenti già assegnati al MIT sono 16 milioni di euro. La data di realizzazione di questo progetto è stabilita per il 2025, perché in parte già finanziata, e arriveranno poi forti contributi da canali nazionali. La ciclovia segue i percorsi dei 13 fiumi marchigiani, dalla costa, alla collina, fino alla montagna. Il progetto vedrà anche la costruzione di cinque ponti ciclopedonali. Attraverso la bici si potranno visitare anche luoghi inesplorati, grazie anche alla segnaletica che aiuterà i ciclisti e illustrerà le bellezze da visitare e su cui soffermarsi. Si dà così un’identità forte alle Marche. I fondi già stanziati sono 50 mlioni di euro, pari a 250 km di percorribilità. La fattibilità della Ciclovia Adriatica è data per dicembre 2020.

Per poter rendere ancora più funzionale il progetto si sta collaborando anche con il sistema ferroviario che sta mettendo in cantiere 25 nuovi treni con portabici, con presa di corrente per poter caricare le biciclette elettriche e darà la possibilità di non pagare il carico del mezzo sei treni. Verrà creata della segnaletica univoca, con indicazioni sia regionali che nazionali per coloro che viaggeranno con bici e treno, per raggiungere i vari punti di incontro con i mezzi pubblici. Verranno collocati dei chioschi di sosta attrezzata, dei bike park con noleggio, lavaggio e assistenza meccanica, in modo da rendere tutto molto più comodo e scorrevole. Ci sono anche finanziamenti per i bike park a Montefeltro per far sì che la bici non sia più solo per la pianura, ma anche un mezzo per attraversare la montagna e viverla 365 giorni all’anno. Oltre a questa bell’impronta ecologica e ambientale questo grandioso progetto porterà anche delle opportunità lavorative, poiché nascerà la figura dell’accompagnatore turistico, per i quali verranno organizzati dei corsi di formazione professionale gratuiti per occupati e disoccupati nella Regione Marche.

«L’idea di una regione sostenibile comincia a prendere corpo e queste ciclovie rappresentano i pettini della ciclovia Adriatica, della quale le Marche sono capofila, collegando la costa con l’entroterra – ha detto la Casini – affiancando il progetto Marche Outdoor: circuiti che non sono vere e proprie ciclovie, ma tracciati più impegnativi rivolti alle bike. Il messaggio lanciato è quello che le Marche sono da vivere con la bici. Si sta lavorando in modo sinergico il pubblico e il privato verso un unico obiettivo. E’ stata pubblicata la gara di appalto ed è nota in tutte le regioni coinvolte, da Venezia fino al Gargano, una volta scelto il progettista si potrà partire con la progettazione». La ciclovia dell’Aso, secondo Cesetti «rappresenta un intervento molto importante perché ci consente di integrare la mobilità ferroviaria e automobilistica all’interno di un percorso che valorizza il turismo. Quest’estate abbiamo inaugurato il ponte ciclopedonale tra Pedaso e Altidona, una struttura che unisce un territorio e questa ciclovia rappresenta la continuità di questo percorso già avviato. La Ciclovia dell’Aso consente di completare tutta una progettualità che guarda alla valorizzazione locale e alle sue opportunità, soprattutto per il turismo che rappresenta una via di crescita anche sul fronte turistico».

L’architetto Goffi ha infine spiegato che nella progettazione sono state fatte tre scelte su cui si è basato il progetto. La prima è riguarda l’aspetto paesaggistico, la seconda provvede ad unire la sponda destra e la sponda sinistra e la terza riguarda il fatto che sarà realizzata completamente dalla Regione Marche. Il sindaco di Altidona Giuliana Porrà ha da par suo ringraziato «per la rivoluzione culturale che si sta creando con la realizzazione di questo progetto e per la nuova concezione turistica che questa Ciclovia porterà al territorio». Questo progetto andrà anche a riqualificare gli hotel che potranno diventare dei Bike-Hotel, attrezzati per ospitare i turisti che arriveranno in bici o che vorranno noleggiarla in loco. Una vera e propria rivoluzione dunque, che porterà un cambio di immagine completo alla nostra Regione, che ne esalterà tutti gli aspetti più interessanti e profondi che spesso neanche noi abitanti conosciamo.


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