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Precari “sisma” da stabilizzare, Celani
chiede l’intervento del ministro Dadone

ASCOLI - L'appello del vice presidente del Consiglio regionale: «Stanno scadendo i 36 mesi di contratto a tempo determinato per il personale che si è formato sul campo in questi tre anni. È assurdo che ora i sindaci debbano fare nuovi concorsi per reclutare nuovo personale (nuovamente da formare) perché l’esecutivo giallo rosso non è capace di affrontare con coraggio e pragmaticità il tema»

Stabilizzazione e superamento del limite contrattuale di 36 mesi a tempo determinato. Sono le richieste avanzate dal vice presidente del Consiglio regionale, Piero Celani, a favore del personale precario assunto per l’emergenza sisma. Si tratta di professionisti tecnici ed amministrativi che dopo aver accumulato preziosi anni di esperienza e formazione rischiano di andarsene lasciando così scoperti gli uffici dei Comuni.

Piero Celani (Foto Andrea Vagnoni)

«Il Decreto legge Sisma -denuncia Celani- è stato approvato dal Parlamento con l’impegno da parte del Governo di convocare celermente, presso il Ministero della Pubblica Amministrazione, un tavolo per il riordino del personale attualmente in servizio nei Comuni e negli USR Regionali. Ad oggi sono state fatte tante promesse e zero fatti. La Regione Marche non può restare silente, per questo ho presentato oggi una specifica mozione sul tema in modo da impegnare formalmente anche l’esecutivo regionale e il Presidente Ceriscioli che, dopo alcune prese di posizioni condivisibili in contrapposizione al suo stesso partito, ora è tornato sui temi del sisma a latitare. La ricostruzione è paralizzata oltre che per l’assenza di norme speciali anche e soprattutto per la gestione precaria del personale coinvolto». Celani fa qualche esempio. «In molti Comuni -dice- stanno scadendo i 36 mesi di contratto a tempo determinato per il personale che si è formato sul campo in questi tre anni. È assurdo che ora i sindaci debbano fare nuovi concorsi per reclutare nuovo personale (nuovamente da formare) perché l’esecutivo giallo rosso non è capace di affrontare con coraggio e pragmaticità il tema. È chiaro a tutti ormai, che i territori dell’entroterra coinvolti dal terremoto torneranno alla normalità forse tra 15/20 anni: c’e quindi urgenza di avviare un processo di stabilizzazione del personale anche ampliando le attuali piante organiche a tempo indeterminato dei piccoli Comuni oppure consentendo alle Regioni di stabilizzare, detto personale, per poi comandarlo nei Comuni terremotati». Celani si appella al Ministro competente. «Il Ministro della Pubblica amministrazione Fabiana Dadone -conclude- mantenga la promessa e si attivi con urgenza per dare risposte alle comunità distrutte dal terremoto». A livello nazionale ci sono anche altri precari del terremoto (in questo caso quelli assunti per il sisma dell’Emilia Romagna) che attendono la stabilizzazione. A riguardo sono già stati formalizzati alcuni emendamenti dia parte di deputati del Pd in accordo con la Regione e i sindacati.

 


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