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Pd e “Ascolto & Partecipazione”:
«Perché nelle altre città si inaugurano
scuole nuove, mentre qui è tutto fermo?»

ASCOLI - I consiglieri di minoranza tornano ad occuparsi del caso degli edifici scolastici da sistemare dopo il sisma. «Per la Media di Monticelli il progetto è da correggere, mentre Borgo Chiaro e Malaspina hanno bisogno di lavori»

Da sinistra Angelo Procaccini, Francesco Ameli e Emidio Nardini

Sul caso delle scuole da sistemare dopo il sisma tornano a farsi sentire i consiglieri comunali di minoranza (Pd e Ascolto & Partecipazione) che in una conferenza stampa hanno illustrato le risposte ricevute dal Comune sul caso della scuola media di Monticelli e le verifiche di vulnerabilità sismica degli altri plessi cittadini. «Per farci rispondere -sottolinea Francesco Ameli– abbiamo dovuto scrivere al Prefetto. Mentre in altre città come Perugia sono state inaugurate le scuole realizzate con i fondi delle ordinanze commissariali, da noi invece è ancora tutto fermo. Evidentemente lì non è colpa della burocrazia.

La scuola media di Monticelli chiusa dal 2016

Nel caso di Monticelli abbiamo appreso che il progetto definitivo è da adeguare rispetto alle “criticità rilevate” e poi dovrà essere inviato all’Ufficio speciale ricostruzione per il decreto di finanziamento. Poi dovrà essere fatto il progetto esecutivo e affidare i lavori. Speriamo che si arrivi in tempo visto che i fondi (5,1 milioni) europei scadono nel 2022. Per le verifiche sugli edifici dei plessi di Borgo Chiaro e Malaspina è emerso, nel primo caso, un indice di rischio pari a 0,45 che si può convertire in un tempo per intervenire sull’edificio pari a 7 anni. Nel caso della Malaspina, invece, l’indice è pari a 0,32 con un tempo di intervento entro 3 anni. Sempre sperando, per la sicurezza di tutti, che non ci siano scosse prima. Noi abbiamo a cuore il tema delle scuole al pari dei genitori tra cui inizia a circolare anche un po’ di paura perché vogliono sapere in che condizioni si trovano gli edifici dove vanno i figli. Dopo tre anni dal sisma notiamo una impasse molto preoccupante mentre altri Comuni vicini e più piccoli come Folignano hanno realizzato scuole temporanee con i fondi dell’emergenza che oggi difficilmente possiamo ancora chiedere. Per gli altri edifici invece sono stati affidati gli incarichi, suddivisi in tre lotti, di cui ancora non conosciamo gli esiti. Saranno comunicati soltanto dopo le elezioni regionali? Abbiamo questo timore». «Anche noi abbiamo presentato una interrogazione -aggiunge Emidio Nardini di Ascolto & Partecipazione- ma nessuno ci ha risposto. Non capisco perché non si riesce a fare niente se pure una realtà più piccola di noi come Folignano ce l’ha fatta». «I genitori -conclude Angelo Procaccini (Pd)- iniziano anche a domandarsi quale sarà il futuro delle scuole nei quartieri e se ci saranno delocalizzazioni. A parte gli annunci e le foto mi sembra che non si stia facendo niente. Nel frattempo, per fortuna, sono state riaperte le due aule della Rodari chiuse per infiltrazioni e la palestra della Ceci».

rp

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