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Ferì un uomo durante una battuta
di caccia: assolto dopo 6 anni
dall’accusa di omissione di soccorso

ASCOLI - Condannato per lesioni colpose dopo aver sparato nel 2014 a un agricoltore di Amandola, l'82enne di Montefortino, assistito dall'avvocato Enrico Pompei, ha dovuto difendersi anche dall'imputazione di non aver prestato assistenza. Per il giudice Di Battista il fatto non sussiste 

 

E’ stato assolto dall’accusa di omissione di soccorso Fernando Censori, 82enne di Montefortino, che nel novembre 2014 ferì con il suo fucile da caccia l’agricoltore Enzo Marinangeli di Amandola durante una battuta di caccia al cinghiale, avvenuta nel territorio di Montefortino. A pronunciarsi in tal senso, dopo sei anni, di cui quattro di processo, il giudice monocratico Matteo Di Battista del Tribunale di Ascoli.

L’avvocato Enrico Pompei

Censori, assistito dall’avvocato Enrico Pompei, colpì Marinangeli ad una scapola mentre provvedeva a scaricare il fucile dal colpo in canna. Per questo la Procura di Ascoli aveva deciso di mandarlo a giudizio per lesioni colpose, reato penale mai smentito nemmeno in sede di arringa finale da parte del difensore, e per il quale Censori è stato condannato a un mese di reclusione con pena sospesa e al risarcimento economico alla vittima.

Sull’anziano però, che all’epoca dei fatti aveva 77 anni, pendeva anche l’accusa di non aver prestato la tempestiva e dovuta assistenza al ferito. Il giudice Di Battista ha invece statuito l’insussistenza del delitto di omissione di soccorso, assolvendo quindi l’imputato dal reato sulla base dell’assunto difensivo, secondo il quale l’uomo non si è accorto della presenza di Marinangeli che era chino all’interno di un campo di mais. Per il giudice si è trattato di un incidente di caccia.

 


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