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Anche la storia delle gemelline scomparse
per la stagione di prosa del Filarmonici

ASCOLI - Presentato il cartellone con i 4 spettacoli proposti dall'Amat in programma tra il 13 febbraio e il 16 aprile. Aprono Malosti e Fracassi con "La Monaca di Monza" e chiude Pasotti con "Hamlet". Il riepilogo di tutte le iniziative in programma. Ferretti: «Ci prepariamo a diventare capitale italiana della cultura»

di Franco De Marco

Ascoli sempre più città di teatro, o meglio dei teatri, con l’obiettivo di preparare le carte buone per diventare nel 2022 capitale italiana della cultura (c’è un milione in palio). Questa mattina, nella Sala De Carolis e Ferri della Pinacoteca, è stata presentata la stagione di prosa, che si affianca a quella del Ventidio Basso, del Teatro dei Filarmonici. Nel logo ci sono due cuori stilizzati a rappresentare i due teatri storici della città che pulsano. Quattro spettacoli molto interessanti, tra febbraio e aprile, per il piacere anche di un pubblico giovane e alla ricerca di visioni contemporanee.

Gilberto Santini, Donatella Ferretti e Gino Troli

Spicca quello del 22 marzo, “Mi sa che fuori è primavera”, che racconta la storia tristemente nota di Irina Lucidi, l’ascolana madre delle due gemelline scomparse in Svizzera al centro di un giallo incredibile e orribile. Questa messa in scena, nel capoluogo piceno, che ha vissuto più di altri la tragedia delle gemelline, ha evidentemente un significato del tutto particolare e commovente.
A presentare il cartellone di questa seconda stagione di prosa, proposto dall’Amat, sono stati l’assessore comunale alla cultura Donatella Ferretti, il presidente dell’Associazione Marchigiana Attività Teatrali Gino Troli e il direttore Gilberto Santini. Da tutti loro parole confortanti sulla cultura in Ascoli già ricca di suo e con progetti in itinere molto importanti. «Arricchiamo l’offerta del Filarmonici – dice  Ferretti – con la stagione di prosa che si affianca al cartellone di Ascoli Musiche. Al Filarmonici vogliamo dare impulso al contemporaneo e allo sperimentale con prosa, musica e danza. Il Filarmonici sarà anche il teatro delle compagnie locali. Abbiamo studiato un regolamento offrendo a queste formazioni di realizzare 3/4 serate per un loro spettacolo da preparare in loco. Con incasso a loro favore. Ci prepariamo a giocarci la carta di Ascoli capitale italiana della cultura». L’assessore dà inoltre assicurazioni sulla completa fruibilità del Filarmonici che oggi ha ancora problemi di palcoscenico mobile a mezzo servizio, riscaldamento, foyer (bellissimo ma spoglio), ingresso e cartellonistica per segnalare sia la presenza del teatro sia degli spettacoli in programma. «Abbiamo previsto in bilancio le risorse necessarie», risponde Ferretti.
Troli fa pubblicamente gli elogi all’assessore Ferretti per la sua competenza e sensibilità verso la cultura (finalmente si parla lingua comune) e afferma: «Ascoli è una città teatro per eccellenza grazie ai suoi due teatri storici (che poche grandi città hanno, nessuno nelle Marche, ndr) e ai suoi tanti contenitori. E’ una città teatro a cielo aperto. La volontà nostra e dell’Amministrazione comunale è valorizzare questo patrimonio. Con questo assessore sono convinto che possiamo ottenere ottimi risultati».
Santini spiega i contenuti della nuova stagione di prosa e anticipa che ad essa si aggiungerà, il 14 e 15 maggio, la quinta edizione di App (Ascoli Piceno Present) originale, intelligente e fortunato Festival multidisciplinare delle arti sceniche contemporanee. App sarà strutturato in giornate di maratona artistica, con almeno 15 appuntamenti, in tanti luoghi della città compreso il ritorno nell’Eremo di San Marco. Nel Teatro dei Filarmonici ci sarà anche la residenza di una importante compagnia con prima assoluta. Insomma si riempie davvero il Palcoscenico Ascoli. Finalmente c’è la sensazione e la consapevolezza che la rinascita di Ascoli può svilupparsi solo attraverso la cultura. Conferma convinta Ferretti: «La vocazione di Ascoli è per la cultura. Noi ci crediamo. Ci manca solo una maggiore visibilità soprattutto nazionale».

Il Teatro Filarmonici (Foto Vagnoni)

LA STAGIONE DI PROSA – L’apertura è fissata per il 13 febbraio con Valter Malosti e Federica Fracassi, entrambi pluripremiati dalla critica italiana, che tornano a lavorare insieme portando in scena la feroce confessione di Marianna De Leyva, “La Monaca di Monza”, dal dramma di Giovanni Testori fra i più importanti intellettuali italiani del Novecento. Valter Malosti dirige Federica Fracassi, attrice sensibile e già intensa interprete dell’universo femminile testoriano nei panni di Erodiàs, Cleopatràs e Mater Strangosciàs. Una performance violentemente poetica, amplificata dalle voci dei giovani attori Davide Paganini e Giulia Mazzarino.
L’attrice anconetana Lucia Mascino porta in scena il primo marzo “Smarrimento” nuovo testo della pluripremiata Lucia Calamaro, considerata tra le migliori scrittrici italiane per il teatro, che la dirige in una prova attoriale di grande impatto nello spettacolo prodotto da Marche Teatro. «Smarrimento – afferma Lucia Calamaro – è un dichiarato elogio degli inizi e del cominciare. Di quel momento in cui la persona, la cosa, il fatto, appare o sbuca, ci incrocia insomma, creando presenza dove prima c’era assenza. Questo topoi fiorisce attraverso la figura di una scrittrice in crisi, oramai da un po’, che ha dei personaggi iniziali di vari romanzi che non scriverà mai, perché non riesce ad andare avanti».

“Mi sa che fuori è Primavera”, è un un progetto di Giorgio Barberio Corsetti, direttore del Teatro di Roma, e Gaia Saitta, tratto dall’omonimo libro di Concita De Gregorio giornalista e scrittrice. Giunge al Teatro dei Filarmonici il 22 marzo. La pièce porta in scena, come detto, la storia di Irina Lucidi. «Irina è una donna alla quale – illustra Santini – un giorno vengono sottratte dal marito le due figlie gemelle di sei anni. L’uomo si uccide e le bambine non saranno mai più ritrovate. Concita De Gregorio trova le parole per raccontarne la storia. Nasce da qui la versione teatrale di questa vicenda così difficile da raccontare: un episodio tragico nel senso più classicamente teatrale del termine in cui l’eroina subisce la perdita dei figli e deve sopravvivere alla sua stessa vita senza cedere alla tentazione di sparire lei stessa».
Giorgio Pasotti e Mariangela D’Abbraccio con “Hamlet”, riadattamento della grandiosa opera di William Shakespeare per la regia di Alessandro Angelini, concludono la stagione il 16 aprile
I biglietti sono già in vendita nella biglietteria di piazza del Popolo. Carnet di 3 spettacoli 25 euro, 4 spettacoli 35 euro, intero singolo 12 euro, ridotto 10 euro. Informazioni: 0736 298770. Amat 071 2072439, Call Center 071 2133600, vendita on line www.vivaticket.it. Inizio spettacoli ore 21.

Filarmonici, stagione con 4 spettacoli Non solo “Ascoli Musiche” Stanziati 43.000 euro


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