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Nuovo ospedale, scontro nel Psi
Luzi contro l’emendamento Rapa
per localizzarlo a San Benedetto

SANITA' - Il segretario dei socialisti ascolani prende le distanze dall'iniziativa del consigliere regionale del suo partito: «Se vuoi venire qui noi non ci saremo. Basta campanilismi. Perché allora il propongo la struttura di primo livello nel capoluogo piceno»

«Caro Boris Rapa, tu dici che vuoi il nuovo ospedale di primo livello a San Benedetto? Allora io dico che lo voglio ad Ascoli. La ragione però lo vuole a Pagliare come indicato dal presidente della Regione Luca Ceriscioli. Basta campanilismi, discutiamo sui servizi, sulle specialità, che il nuovo ospedale deve dare». Emidio Luzi, segretario del Psi di Ascoli, va a gamba tesa sul consigliere regionale del suo partito (Uniti per le Marche), Boris Rapa, fanese, che ha presentato un emendamento – in discussione martedì 4 febbraio in Consiglio – al nuovo piano sociosanitario in cui si chiede che l’ospedale di primo livello sia posto sulla costa, nel comune di San Benedetto, e che ad Ascoli ci sia un ospedale di base come oggi. L’ospedale Marche Sud divide anche i socialisti.

Emidio Luzi

«Non so da chi sia scaturita l’idea, – afferma Emidio Luzi rivolgendosi al consigliere regionale del suo partito – ma certo è che nessuno ci ha chiesto un parere. I socialisti di Ascoli evidentemente dovrebbero solo ossequiosamente inchinarsi. Se è lecito che Boris Rapa possa prendere iniziative autonome, ed in spregio alla popolazione ascolana, è altrettanto lecito che io, quale segretario comunale del Psi di Ascoli possa altrettanto liberamente esprimere le idee dei socialisti ascolani su un argomento importantissimo come quello della salute pubblica».

Boris Rapa

«Se mi esprimessi in termini politico/istituzionali, dovrei dire che l’ospedale di primo livello debba essere assegnato ad Ascoli che ha un bella struttura di per sé già proiettata verso la vallata e comunque baricentrica rispetto al territorio provinciale -è la prosecuzione-. Visto anche che non esiste in Italia un capoluogo di provincia che non ne abbia uno».
«Se dovessi esprimermi, invece, in modo campanilistico, dovrei cominciare fin d’ora ad erigere barricate, gridando all’inciucio (che c’è!) ordito alle spalle della nostra città -va avanti Luzi-. Però qui è in ballo la salute pubblica, la nostra vita e quella dei nostri figli, ed allora mi sforzerò di mostrare quella maturità che Boris Rapa non sembra usare. Di conseguenza, metto da parte logiche istituzionali e campanilismi vari per ricordare che, quando si parla di salute, questi non servono per curare, ma al più per morire. Pensiamo ai Comuni montani, ad esempio, ai residenti nelle zone terremotate: dovrebbero poter raggiungere un ospedale in venti minuti (a volte la differenza fra la vita e la morte è questione di poco). Ed allora sarebbe conseguenziale sostenere: “L’ospedale di primo livello? Ad Ascoli Piceno!” Ma, usando un minimo di obbiettività, negherei in modo inaccettabile i bisogni dei comuni costieri (per quelli della vallata sarebbe indifferente) e questo non sarebbe giusto visto anche l’afflusso estivo dei turisti».
Il segretario del Psi ascolano, quindi, ragionando, dice: «Non esiste altra soluzione che non sia quella dell’ospedale unico di vallata in grado di conferire il giusto equilibrio a tutte le istanze, nessuna delle quali è figlia di un Dio minore. Pacifico considerare che resterebbero comunque gli ospedali di Ascoli e San Benedetto, con funzioni da definire. Direi che “tre” sia meglio di “due”. Non trovi Boris Rapa?».

L’Ospedale “Mazzoni” di Ascoli (foto Vagnoni)

Emidio Luzi sposta il dibattito su quello che forse dovrebbe essere la preoccupazione primaria: i servizi. «Invece d’imbarcarci in “guerre sante” – afferma – senza costrutto, perché non cominciamo a parlare di quello di cui le tre strutture dovrebbero occuparsi? Sembra che quest’argomento non interessi a nessuno. Ecco perché, tempo fa, con i compagni di San Benedetto avanzammo l’idea dell’unione fra gli ospedali dell’Ascolano e di quelli di una parte del Teramano (Teramo e Sant’Omero) ognuno con le sue eccellenze. Ne parlò anche la stampa locale. Perché usare il Cardiochirurgico di Ancona, quando ne abbiamo uno, peraltro ben funzionante, a Teramo città confinante e decisamente più vicina di Ancona?».
«Sento poi parlare -prosegue- di un mal interpretato Decreto Balduzzi, ma io direi di non balduzzarci troppo (a San Benedetto perdoneranno il neologismo), ma di curarci bene e a casa nostra, perché Spinetoli è molto più vicina di Milano, Bologna e Roma. E questo, ovviamente, per i piceni, poiché i marchigiani del nord certi problemi non li hanno mai avuti». La stoccata finale: «Consigliere regionale Boris Rapa, se ricordo bene sei venuto un paio di volte nella nostra città. Dovessi ancora averne intenzione, saresti solo spettatore della nostra assenza».


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