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L’accelerata sulla ricostruzione
affidata all’autocertificazione
da parte dei tecnici

SISMA - Se ne discuterà venerdì prossimo nella cabina di coordinamento di cui fa parte anche il sindaco di Arquata. Cosa cambierà nella presentazione delle domande di contributo e quale sarà il ruolo dei professionisti. Petrucci: «Molti di loro non vogliono una simile responsabilità». L'incontro del 14 potrebbe essere l'ultimo per Farabollini

Lo snellimento della ricostruzione post sisma potrebbe essere davvero vicino, lo hanno chiesto in tanti e a tutti i livelli istituzionali. Venerdì 14 febbraio la cabina di coordinamento sarà chiamata a disciplinare l’atteso articolo 12 bis, previsto nel decreto 123 del 2019 e che introdurrà l’autocertificazione dei professionisti quale titolo (quasi) sufficiente per la concessione del contributo per la ricostruzione privata.  Nella sostanza la misura è volta ad accelerare le pratiche che, nella precedente normativa, prevedevano numerosi passaggi, anche reiterati con conseguente allungamento dei tempi, tra Uffici speciali per la ricostruzione (Usr), Comuni e vice commissari, cioè i presidenti delle Regioni.

La rivoluzione del nuovo articolo sarà l’adozione del provvedimento di concessione del contributo «in deroga alla disciplina prevista dall’articolo 12 (della 189 del 2016)», recita il 12 bis del decreto del 2019.

Aleandro Petrucci (Foto Andrea Vagnoni)

Il maggiore problema invece sarà «la reticenza dei tecnici ad assumersi una simile responsabilità», sostiene Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata e componente della cabina di coordinamento. «Sono tanti i cavilli che possono mettere i professionisti in difficoltà – aggiunge Petrucci – e tanti di loro non se la sentono di rischiare, nemmeno a fronte di un anticipo che percepiranno. Alla fine però, sono certo che dovranno farlo».  L’articolo 12 bis prevede infatti che la concessione deve avvenire sulla base del progetto e della documentazione allegata alla domanda di contributo presentata dal professionista. Sarà lui stesso a certificarne  la completezza e la regolarità amministrativa e tecnica, la conformità edilizia e urbanistica e l’importo concedibile, determinato dallo stesso professionista nei limiti del costo ammissibile. Mentre Gli uffici speciali per la ricostruzione, dovranno provvedere con cadenza mensile a verifiche a campione almeno sul 20 % delle domande di contributo.

«Abbiamo recepito la volontà di Governo e Parlamento che hanno individuato nell’autocertificazione da parte dei professionisti un volano per accelerare la ricostruzione privata – spiega il commissario Piero Farabollini – Oltre a disciplinare gli interventi anche attraverso fasce di importo, abbiamo inteso agevolare il prezioso lavoro dei professionisti della ricostruzione attraverso la predisposizione di un foglio di calcolo univoco e certificato fornito dalla struttura Commissariale che lo sta realizzando con il contributo fattivo di tutti gli attori del processo istruttorio. Sono certo che, ancora una volta, faremo tutti squadra per dare concreto supporto alla ricostruzione del Centro Italia».

Piero Farabollini

L’incontro di venerdì potrebbe essere l’ultimo per Farabollini Commissario in quanto è ormai in scadenza anche la proroga del suo mandato.

«Chissà a chi toccherà adesso – sospira Petrucci – si ricomincerà da capo. Ma meglio che non continuo sull’argomento. Altrimenti quando mi intervistate dovrei ripetere sempre che dal terremoto sono passati 4 anni, 4 Governi e 4 Commissari. Diversamente dovrei stare zitto».

Oltre all’ordinanza sull’autocertificazione, sul tavolo anche una “omnibus” con le modifiche conseguenti alle nuove procedure e la nomina del Comitato Tecnico Scientifico. Tra gli articoli della “omnibus” quelli che regolamentano le maggiorazioni per le murature, l’incremento del compenso per la realizzazione dei piani attuativi, l’alienazione del diritto sull’immobile, l’acquisto del terreno per le opere pubbliche ed il pagamento degli oneri di occupazione del suolo che saranno ricompresi nel contributo.

Sempre l’articolo 12 bis è volto a determinare le priorità d’intervento, mettendo al primo posto le richieste di contributo relative unità immobiliari destinate ad abitazione principale, anche dell’affittuario, comodatario o assegnatario che vi risiedevano al momento del sisma e che pertanto adesso beneficiano dell’autonoma sistemazione. Tra le attività produttive, verranno valutate per prime quelle che erano in esercizio al momento del sisma che non hanno presentato la domanda di delocalizzazione temporanea.

m.n.g.

 

 

 

 

 


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