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Ponte romano, chiusura prorogata
per una nuova riparazione:
Confcommercio chiede indennizzi

ASCOLI - Durante i lavori di somma urgenza per problemi di infiltrazione, che sono stati ultimati, si è scoperta una nuova rottura. L'intervento durerà circa un mese. I commercianti penalizzati dalla modifica del transito sono sul piede di guerra

La proroga fino al 20 marzo dei lavori per la condotta idrica sul ponte romano, al centro di Ascoli, con la conseguente rivoluzione al transito per auto e pedoni, non è stata accolta di buon grado dai commercianti della zona. La loro protesta è stata fatta propria dalla Confcommercio che chiede all’Amministrazione comunale tempi certi per i cantieri che penalizzano il traffico.

Lavori di somma urgenza si erano resi necessari in quella zona i primi di gennaio per un problema d’infiltrazione verificatosi nella condotta tra via Trebbiani e rua dei Grisanti. Dovevano concludersi il 14 gennaio, poi prorogati fino alla fine del mese, poi ancora al 14 febbraio. Perchè nel frattempo, corso dell’intervento, si è scoperto che anche un pezzo della condotta adduttrice della rete fognaria era in pessimo stato.

Il ponte romano

Ad essere interessata stavolta, la zona tra via Trebbiani e via di Solestà. Pertanto la Ciip ha dovuto riappaltare l’opera che richiederà circa un mese di tempo per la conclusione. Ecco cosa ha indotto il Comune a modificare la viabilità sia per le auto che per i pedoni. Sia nel primo che nel secondo caso, quando si scava nella parte storica della città delle cento torri, c’è sempre l’incognita di trovare qualche reperto archeologico e sempre le opere di qualsiasi genere si svolgono sotto lo sguardo attento della Soprintendenza che può decidere di bloccare il cantiere per eventuali verifiche. Aspetto non trascurabile per avere la certezza della conclusione anche di una semplice riparazione.

Ugo Spalvieri

«Quando si apre un cantiere di lavori pubblici in città – fa comunque presente il presidente della Confcommercio di Ascoli Ugo Spalvieri  – specie nel centro storico, è necessario che le attività circostanti abbiano la certezza della celerità e dei tempi di termine dei lavori. Poiché la vitalità economica delle imprese è subordinata alla possibilità di vendere ai clienti, se questi non possono raggiungerle gli incassi scendono fino ad annullarsi. E non esistono rimborsi oppure indennizzi. Perciò l’amministrazione comunale, attenta ai problemi delle piccole aziende del proprio territorio, deve garantire la celerità nei lavori pubblici e pretendere, dalle imprese assegnatarie dei lavori, tempi certi e definitivi della loro chiusura».

m.n.g.


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