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Valle Castellana al voto decisivo:
entrerà o no nelle Marche?
Ma c’è l’incognita Coronavirus

DOMENICA 8 MARZO il referendum che chiede l'annessione del piccolo comune abruzzese. In caso di vittoria del sì andrebbe a far parte della nuova provincia di Ascoli. Gli aventi diritto sono 1.064. Sulla consultazione pende però la spada di Damocle dell'emergenza sanitaria: in serata la decisione della Prefettura.

di Luca Capponi 

In un clima surreale dovuto a quanto sta accadendo in Italia a causa del Coronavirus, la comunità di Valle Castellana è chiamata al voto per il referendum relativo all’annessione nelle Marche. Anche sulla consultazione, infatti, pende la spada di Damocle della possibile sospensione. Dal Comune abruzzese fanno sapere che la decisione della Prefettura è attesa in serata. Va ricordato a tal proposito che è già saltato il referendum (di natura però nazionale) sul taglio dei parlamentari che si doveva tenere il 29 marzo prossimo. Il referendum sull’annessione di Valle Castellana nelle Marche, invece, dovrebbe (condizionale d’obbligo) tenersi domenica 8 marzo, con le urne aperte dalle 7 alle 23 per i 1.064 aventi diritto al voto, suddivisi in 592 maschi e 472 femmine, che potranno esprimere la loro preferenza nelle due sezioni ubicate nell’edificio scolastico di via Dante Alighieri. In caso di vittoria del “sì”, lasceranno l’Abruzzo per cambiare regione.

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Dunque, dopo un tira e molla in atto da tempo immemore (storia narra che i primi atti in tal senso risalgono addirittura al 1892), saranno gli abitanti a stabilire se cambiare regione e pure provincia passando con Ascoli. Da una parte c’è chi, come il comitato “Valle Castellana nelle Marche” spinge per il sì motivando il tutto con la evidente contiguità tra due realtà che, ancora oggi, condividono ad esempio la stessa Diocesi o la stessa circoscrizione del Tribunale e che tra di loro distano solo 18 chilometri (Teramo invece si trova a 40 chilometri) con tutte le conseguenze del caso a livello di lavoro, istruzione, sanità e servizi; dall’altra chi teme che l’abbandono decennale cui è stato purtroppo sottoposto il territorio (bellissimo) di Valle Castellana (a livello di infrastrutture, tanto per citarne uno, la situazione è molto complicata) non possa venire sanato da una semplice variazione dei confini. Per alcuni, poi, si tratta solo di campanilismo, ma forse alla fine questa è la motivazione più debole, perchè l’importante è queste splendide zone rinascano, in un modo o nell’altro, a prescindere dalla loro collocazione nelle cartine geografiche.

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