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Al carcere del Marino
i detenuti di Modena:
controlli sanitari in corso

ASCOLI - Ne sono arrivati oltre 40 dal capoluogo emiliano, teatro della rivolta scattata dopo il divieto di ricevere visite dei familiari a causa del Coronavirus. A scopo precauzionale, nella casa circondariale sono state interrotte le attività legate al progetto "Il mio campo libero"

Il campo di calcio del carcere del Marino (Foto Simone Corradetti)

di Simone Corradetti
Sono stati trasferiti nel carcere ascolano di Marino del Tronto oltre quaranta detenuti provenienti da Modena, teatro di una rivolta costata la vita a sei di loro. A scatenare la protesta, poi degenerata, era stata la decisione dell’amministrazione penitenziaria di sospendere qualsiasi contatto con l’esterno e i colloqui con i familiari, a causa del forte rischio di contagio da Coronavirus.

L’ingresso della Casa circondariale ascolana

Sui detenuti arrivati nel Piceno sarebbero ora in corso tutti gli accertamenti sanitari previsti dalle restringenti norme di sicurezza applicate all’interno degli istituti di pena, per prevenire qualsiasi infezione e tutelare la salute dei reclusi e del personale.

Prima di questo, la struttura ascolana ospitava circa 80 persone a fronte di una capienza di 120 posti, ottenuta con lo smantellamento del regime del “41 bis”, sostituito dall’alta sicurezza che prevede camere detentive doppie e non più singole come per il cosiddetto carcere duro.
All’interno della casa circondariale da tempo è stato promosso il progetto del Centro Sportivo Italiano (Csi) “Il mio campo libero” che come scopo si pone rieducazione e riabilitazione motoria. Tutte le attività però, sempre ai fini del contenimento dei rischi di contagio da Covid-19, sono sospese dallo scorso 25 febbraio.
L’iniziativa, che Cronache Picene aveva seguito sin dall’esordio, vede il coinvolgimento dell’Ordine dei commercialisti, Confindustria, Nazionale italiana dei sacerdoti e Sambenedettese Calcio. I tornei si erano svolti in prossimità delle feste natalizie, con l’obiettivo di regalare un sorriso a persone in difficoltà che stanno cercando di riparare il danno con la Giustizia, attraverso un percorso di legalità.

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