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Salviamo le edicole,
strumenti dell’informazione:
ne sono sparite 50 in 10 anni

PICENO - Oggi tutte aperte. Ma la sopravvivenza è a forte rischio. Il presidente dello Snag Confcommercio, Ennio Di Silvestro: «Stiamo contattando Amministrazioni comunali e Poste per svolgere alcuni servizi. Costi di gestione troppo alti, vendite in calo, guadagni scarsi, monopolio della distribuzione: resistere è molto difficile»

Ascoli: l’edicola-chiosco di corso Mazzini, accanto alla ex Banca d’Italia, oggi aperta

di Franco De Marco

Salviamo le edicole dei giornali. Sono rimaste poche, pochissime, soprattutto nel centro storico di Ascoli dove la moria negli ultimi anni è stata clamorosa, ma nel tempo del Coronavirus dimostrano una volta di più la loro importanza di veri e propri presidi di informazione e democrazia. Questa mattina, nelle città deserte, ad Ascoli come in tutta Italia, in un’atmosfera da day after, con qualche sparuto passante che si tiene lontano dall’altro che incrocia, le edicole, riconosciute dalle ordinanze tra le poche attività commerciali che svolgono un servizio pubblico primario, sono apparse davvero come avanposti di vita sociale e di collegamento tra periferia e mondo.

Ad Ascoli e San Benedetto sono state tutte aperte anche se con pochissime persone in giro. Il rischio è che, dovendo stare le persone dentro casa, in primo luogo gli anziani, la vendita di quotidiani e riviste, già crollata dovunque per l’avanzata dell’on line e per la pigrizia del lettore giovane in particolare, cali ulteriormente. Eppure, contraddizione del contemporaneo, proprio in questo periodo emergenziale il cittadino può contare sul giornale come  strumento garantito di informazione corretta sulle misure di contenimento e contrasto al Coronavirus.  Anche in questo periodo nero i quotidiani e i periodici saranno sempre  in vendita nel rispetto della regola della distanza minima.

Ma che vita dura, durissima, per le edicole. In particolare quelle tradizionali che non vendono altro ma anche per chi tenta di salvarsi diventando “hub” con servizi vari . «Negli ultimi 4 anni – afferma sconsolato il presidente Snag Confcommercio della provincia di Ascoli, Ennio Di Silvestro di San Benedetto – tra la Provincia di Ascoli e quella di Fermo hanno chiuso 32 edicole. Per ogni quotidiano l’aggio per i rivenditori è di pochi centesimi  (44, per la precisazione, ndr), poi ci sono i costi di gestione, gli abbonamenti scontati on line delle case editrici e il monopolio della Distribuzione che impone condizioni a volte inaccettabili. Il tutto nell’era in cui l’informazione on line (anche gratuita seppur parzialmente, ndr) la fa da padrona. E oggi – chiosa Ennio Di Silvestro – vendere giornali non è più mestiere per gli anziani che con l’informatica hanno poca dimestichezza».

Serrande abbassate al chiosco di Piazza Simonetti ad Ascoli

Il caso del centro storico di Ascoli è emblematico . Hanno chiuso edicole che definire storiche è poco. L’ultima, in ordine di tempo, quella di Piazza Simonetti, accanto alla Prefettura. Una istituzione. Centralissima. In un punto nevralgico.  Che tristezza ora vedere il chiosco con la serranda abbassata. E’ stata preceduta da un’altra edicola storica, quella di via Rigantè vicino al ponte augusteo di Borgo Solestà. In questo caso la struttura è stata completamente asportata. Magari ne ha guadagnato il panorama ma che doppia tristezza. Altri abbandoni recenti: due in via Dino Angelini, due in corso Mazzini, una in via Trebbiani. E quella nella centralissima Piazza Roma, altro simbolo di un mondo che non c’è più.

Illuminanti i dati ufficiali in possesso della Camera di Commercio. In Provincia di Ascoli, nel 2009, le imprese del commercio giornali erano 159 (9 iscrizioni e 13 cessazioni). Nel 2019, dieci anni dopo, le imprese registrate erano 109 (0 iscrizioni e 9 cessazioni). Perdita secca di 50 imprese. Nelle altre Province delle Marche è andata percentualmente un po’ meglio ma sempre da cimitero. Ancona: 261 registrate nel 2009 e 194 nel 2019. Fermo: 159 nel 2009 e 63 nel 2019. Macerata: 149 nel 2009 e 114 nel 2019. Pesaro Urbino: 221 nel 2009 e 169 nel 2019. Nelle Marche, complessivamente, in dieci anni, secondo i dati della Camera di Commercio, sono state chiuse 225 edicole: 52 ad Ancona, 50 ad Ascoli, 21 a Fermo, 67 ad Ancona, 35 a Macerata.

Il chiosco da tempo chiuso in Piazza Roma, ad Ascoli

Quale futuro per queste attività? Ennio Di Silvestro, sull’esempio di quanto sta avvenendo in altre regioni (Toscana e Emilia Romagna in primo luogo) apre uno spiraglio: “Stiamo contattando le Amministrazioni comunali e le Poste per verificare la possibilità di effettuare, tramite le edicole, alcuni servizi come i certificati dell’Anagrafe o come vari servizi postali. Ma siamo solo in una fase preliminare”. “Intanto oggi, in Italia, – conclude disperato il presidente dello Snag Confcommercio – chiude un’edicola su 4 al giorno”. I numeri sono davvero impietosi. Il rischio estinzione è in agguato soprattutto, come detto, per chi non vende altra merce. Negli ultimi 10 anni, tra il 2011 e il 2019, in base ai dati forniti Fenagi, in uno studio diffuso dall’Adnkronos, la rete di vendita di quotidiani e riviste ha perso in Italia 4.102 attività, un quarto, il 22% del totale, passando da 18.447 a 14.345. Intanto, per informarci ancora meglio sul Coronavirus, andiamo in edicola. Badando sempre alla distanza di sicurezza.


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