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Mariani (Confindustria):
«Vicino a lavoratori e imprese,
speriamo di ripartire per l’estate»

ASCOLI - Parla il presidente di Confindustria Centro Adriatico: «La crisi è di portata mondiale e sta coinvolgendo tante filiere. C'è il rischio che tante imprese non ripartano visto che c. Il mio auspico è di rivedere la costa piena di turisti italiani e stranieri»
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Simone Mariani

di Renato Pierantozzi

Presidente Simone Mariani come giudica il nuovo provvedimento del governo relativo alla chiusura delle imprese non strategiche?

«La salute è  la priorità di tutti e va anteposta a qualsiasi altra situazione. Il provvedimento lascia una serie di fronti non chiari e aperti che stiamo cercando di smarcare in queste ore. C’è il dubbio, tra tantissime aziende, rispetto alla possibilità di restare aperte oppure no, mentre le imprese strategiche garantiranno l’ apertura e il servizio al Paese in questo momento. Esprimo grande vicinanza a lavoratori e imprenditori che continueranno ad operare h24 nonostante la paura che serpeggia tra tutti e gli sforzi enormi di tutti per garantire gli standard di sicurezza nel mondo del lavoro»

C’è il rischio che qualche impresa non riapra neppure?

«Purtroppo il rischio esiste e già stanno arrivando decine di domande di cassa integrazione. Tante imprese, non solo industriali, ma anche del turismo e della piccola ristorazione hanno già chiuso. Siamo preoccupati per il post emergenza e come Confindustria stiamo vicino a tutti, dando massimo del servizio per supportarle ora e al momento della riapertura»

Il Piceno, che stava vedendo segnali di ripresa, come uscirà da questa crisi?

L’interno dello stabilimento Sabelli

«La situazione è ormai critica per tutta Italia e le difficoltà che vivevamo le condividiamo ora con tutti. Spero di rivedere, in vista dell’estate, una costiera frequentata dai nostri connazionali ma anche dagli stranieri. E’ un auspicio forte per imprenditori e concittadini. La via d’uscita è ancora coperta dalle nubi ed è prematuro esprimersi senza dati quantitativi ed analitici alla mano»

 E’ d’accordo con chi ritiene che non trattandosi di crisi determinata da fattori finanziari e di spessore mondiale, la ripresa sarà più veloce, nell’arco di qualche mese?

«Non sono d’accordo rispetto al fatto che trattandosi di crisi mondiale la ripresa sarà mondiale. Non lo credo perché questa crisi mette a terra tante imprese operanti in filiere completamente diverse tra loro e con dimensioni diverse. Valutare gli effetti del post emergenza sanitaria è veramente difficile. La crisi sarà lunga e impegnativa e serve grande senso di responsabilità da parte nostra, come Italia, per essere uniti, coesi e cercare di affrontarla insieme senza bandiere o appartenenze. Ma come parte di un grande Paese, per uscire a testa alta da questa situazione»

Il personale sanitario al lavoro senza tregua

Come sta vivendo il Simone Mariani imprenditore questo momento? La Sabelli ha avuto incrementi di ordini viste le resse ai supermercati?

«Vivo con grande apprensione, prima di tutto per i nostri collaboratori. Il pensiero va alle centinaia di persone che non hanno mai smesso di lavorare di notte e di giorno. Come azienda stiamo garantendo il massimo in termine di standard di sicurezza con interventi strutturali, di procedure e dispositivi per garantire a tutti la salubrità degli ambienti. La paura rimane, anche per i nostri stessi familiari come mio padre, mia madre, mio zio e mia zia che hanno una certa età e sono presenti in azienda tutti i giorni pur essendo più rischio. Prego Dio che ci protegga e ci permetta di affrontare la prossima settimana con le forze necessarie. Per Sabelli ci sono due macro ambiti da considerare. Da un lato si sono mantenuti in linea gli ordini retail della grande distribuzione per i supermercati, senza cali. Ma è calata del tutto, azzerandosi, la produzione per ristorazione, bar e pizzerie»

 

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