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Jacopo Norcini Pala (110 e lode)
con alloro in testa
e ciabatte ai piedi

ASCOLI - Niente aula magna, niente stretta di mano con il rettore, niente consegna della pergamena per il 25enne ascolano che però ha festeggiato in famiglia con torta e spumante. Con gli amici lo farà appena possibile
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Jacopo Norcini Pala

di Andrea Pietrzela

Niente aula magna, niente stretta di mano con il rettore, niente consegna della pergamena. Soltanto una corona d’alloro e una mascherina, simbolica, come nella foto. Quella di marzo è stata una sessione di laurea anomala per tutti gli studenti universitari, costretti a discutere la propria tesi da casa a causa delle misure restrittive anti Covid-19. Tra loro c’è l’ascolano Jacopo Norcini Pala, 25 anni, ormai ex studente dell’Università di Bologna, che online ha ottenuto un 110 e lode nel corso di laurea magistrale in Lettere moderne, comparate e postcoloniali. Anche se laurearsi da casa non potrà mai avere lo stesso fascino.

IL RACCONTO – «Appena ho saputo che avrei discusso la tesi da casa mi sono innervosito – confida Jacopo qualche giorno dopo il traguardo raggiunto – ma era la cosa giusta da fare. La discussione è andata avanti senza imprevisti, anche perché avevo espressamente chiesto a tutti in casa di non usare internet per nessuna ragione per un paio d’ore». In un periodo in cui le linee di tutta Italia stanno vivendo inevitabilmente di alti e bassi, la sicurezza non è mai troppa.

In concreto, però, cosa cambia rispetto ad una laurea tradizionale?

«Funziona in maniera leggermente diversa rispetto alla versione “classica”, principalmente perché gli altri laureandi possono assistere alla discussione rimanendo connessi. In questo caso, in videochiamata su Microsoft Team. Per il resto, si tratta di una commissione ridotta, costituita da presidente del corso, relatore e correlatore. Non so dire se sia stato “più comodo” a dire la verità: alla fine si è comunque trattato di una discussione di una tesi, non stavo pensando a quanto fosse confortevole essere a casa rispetto che in un’aula. Sicuramente ho risparmiato un biglietto del treno ed ho potuto indossare calzini improbabili e ciabatte».

Non resta allora che congratularsi con Jacopo, non solo per la laurea e per il massimo dei voti, ma soprattutto per la capacità di riuscire a prendere la situazione con filosofia senza far mancare un pizzico di ironia. Elementi essenziali in periodo di pandemia.

E la festa di laurea, c’è stata?

«Certo. La sera ho festeggiato con una cena in famiglia con tanto di torta e spumante. Con gli amici non ho fretta, ho intenzione di farlo a dovere quando si potrà di nuovo fare in tranquillità». Speriamo tutti il prima possibile.

 


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