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Cause contro i medici
per il Covid-19,
altolà di Pietropaolo: «Barbarie»

ASCOLI - Il presidente dell'Ordine degli avvocati si scaglia contro i messaggi apparsi sui social e sulla stampa: «Non riesco a tacere la mia più viva indignazione nei confronti di chi contrabbanda la professione con qualcosa di molto meno nobile, offrendo prestazioni, qualche volta anche gratuite (fino al conseguimento dell'utile finale), da promuovere nei confronti dei sanitari»
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di Renato Pierantozzi

Tommaso Pietropaolo (Foto Vagnoni)

Una missiva dai toni durissimi che prende spunto da un analogo pronunciamento unanime espresso a livello regionale. E’ quella che ha diffuso il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ascoli, Tommaso Pietropaolo per cercare di stoppare sul nascere le “tentazioni” di cause “facili” nei confronti dei sanitari impegnati in prima linea alla luce di quello che inizia a circolare naturalmente sui social o sulla stampa.

«Cari Colleghi -esordisce il presidente rivolgendosi alle oltre 700 toghe del Foro ascolano – avrete certamente avuto modo di imbattersi, frequentando i social e scorrendo le pagine dei giornali, che alcuni “colleghi”, talvolta mimetizzati da facciate di comodo, contrabbandano la loro professione con qualcosa di molto meno nobile, offrendo prestazioni, qualche volta anche gratuite (fino al conseguimento dell’utile finale), da promuovere nei confronti di coloro che, nell’esercizio dell’attività sanitaria, si siano resi responsabili della diffusione del Covid-19, e quindi degli effetti degli effetti dannosi che ne conseguono. 

Dinanzi a simili barbarie non riesco a tacere la mia più viva indignazione sono certo che tutti Voi, dissociandovene, vogliate esprimere gratitudine nei confronti di quanti, anche a rischio della propria vita, si siano prodigati nel garantire cure ed assistenza alle persone contagiate.

Le difficoltà ed il bisogno, nell’animo dei giusti, alimentano solo lo spirito di solidarietà; al contrario, chi non si cura degli affanni e delle disgrazie altrui si abbandona allo “sciacallaggio”, per il proprio tornaconto….

Concludo richiamando -conclude Pietropaolo- a me stesso ed a tutti voi, i valori sacrosanti della professioni forense e assicurando la massima vigilanza, personale e di tutti i Consiglieri dell’Ordine, volte al rigoroso rispetto dei principi deontologici che devono sempre informare il nostro agire»


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