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Il “signor Sante”
che aveva conquistato
la fiducia dei big della moda

LUTTO - La scomparsa di Sante Castelletti. Imprenditore, creò la "Italiana Manifatture" e fu anche presidente dell'Associazione degli Industriali della provincia di Ascoli 
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Perdere la vita all’epoca del Covid 19 (e non per il Covid 19) significa essere quasi invisibili. Come dice De Andrè (e non solo lui) “quando si muore si muore soli” ma a soffrire di più in queste circostanze sono i congiunti, e poi gli amici, e poi chi avrebbe voluto testimoniare l’affetto e la stima che Sante Castelletti meritava.

Sante Castelletti

Paradossalmente il “signor Sante”, come veniva abitualmente chiamato da chi lavorava per e con lui, avrebbe gradito questo addio senza fronzoli, senza cerimonie. Nella sua vita è sempre stato low profile; sembra strano dirlo per chi ricorda la sua verve, il dinamismo, la vis polemica ed il muoversi a proprio agio tra i colossi della moda italiana ed internazionale. Con la sua empatia aveva conquistato la fiducia di Gianfranco Ferré, Valentino Garavani, Enrico Coveri e infiniti altri, con cui aveva instaurato un rapporto di parità senza recedere di un millimetro dalle sue origini e dalle sue convinzioni personali e professionali. Però la sua vita quotidiana è sempre rimasta strettamente riservata, fortemente legata alla famiglia che è sempre stata la sua prima attenzione. Anche quando ha ricoperto cariche pubbliche, come i due mandati come presidente dell’Associazione degli Industriali della provincia di Ascoli Piceno, mettendo in mostra sé stesso ha mandato avanti le sue idee sempre innovative, proiettate verso il futuro,

Sante Castelletti è stato un uomo visionario che riusciva a vedere e capire cose e persone con la rapidità che nessuno aveva. Non era solo intelligenza, intuito, spirito imprenditoriale; era molto di più.

La Italiana Manifatture, nel suo lungo percorso che purtroppo non ha avuto un esito felice, è stata scuola di vita e di professione. Le centinaia di persone che vi hanno lavorato hanno vissuto una storia che ha tracciato il percorso dell’abbigliamento non solo nelle Marche ma anche in ambito nazionale. Spesso diceva che la sua vocazione non era stata fare l’imprenditore; ci si era trovato quasi per caso; allora aveva riversato nell’azienda tutta la creatività  e la passione che aveva dentro

Per chi ha avuto la fortuna di frequentarlo anche in questi ultimi anni rimane il ricordo di una persona fuori dal comune, che aveva fatto della curiosità, della nuova conoscenza, del chiedersi cosa ci fosse oltre il presente la propria ragione di vita.

m.c.

 


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