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La Samb e gli allenamenti
al tempo del Coronavirus:
parla il professor Fugalli

SERIE C - Il preparatore atletico rossoblù: «Credo che due, tre settimane sarebbe il tempo ottimale per riallineare tutti nelle capacità condizionali, per poter raggiungere un livello di condizione che permetta di affrontare al meglio le ultime otto giornate»
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di Benedetto Marinangeli

Gli allenamenti ai tempi del coronavirus. I calciatori della Samb continua a seguire la tabella predisposta dai preparatori Santiago Ferro e Simone Fugalli ma ad oggi è praticamente impossibile fare delle previsioni se e quando riprenderà il campionato. La sensazione, comunque, è che la stagione agonistica si sia conclusa con largo anticipo con la fiammella della  speranza di potere tornare a calcare il terreno di gioco che è flebile, ma ancora accesa. Ecco, quindi, che il lavoro che Rapisarda e compagni stanno svolgendo potrebbe rivelarsi utile per il futuro.

«E’ la prima volta – racconta il professor Simone Fugalli, preparatore atletico rossoblù – che mi capita di fare svolgere allenamenti via video, un periodo che stiamo vivendo come tutte le altre società. La scorsa settimana abbiamo avuto contatti con i nostri referenti a Coverciano che ci hanno detto di continuare con questa metodologia di lavoro perché i calciatori sono degli sportivi che pur in “esilio” tra le mura amiche devono continuare a lavorare. Certo sono allenamenti riduttivi con lo svolgimento di esercizi che non sono attinenti allo sport che sono abituati a svolgere in attività. Ma bisogna giustamente e doverosamente attenersi alla normativa vigente e quindi bisogna continuare con gli allenamenti casalinghi».

Ma quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere con questo tipo di lavoro? «Mantenere nel limite del possibile uno stato di fitness per lo meno ottimale, monitorare i ragazzi negli allenamenti, proporne  diversificati  affinchè non perdano lo stato fisico raggiunto al 9 marzo scorso. Si svolgono così lavori diversi tra loro basati su aerobia, forza e resistenza latticida o velocità. Ma mancano quelli specifici sul campo. E quindi stiamo allenando l’atleta e non il calciatore perché non svolgiamo quegli esercizi che determinano la bravura dei calciatori e noi nella Samb ne abbiamo tanti».

In caso di ripresa del campionato, quanto tempo potrebbe occorrere per rimettere in forma la squadra? «In funzione del tempo che ci potrebbero dare ci regoleremo di conseguenza. Questo è un lungo periodo di stop e quindi si è persa buona parte della condizione ottimale raggiunta il 10 marzo. Ma questa è una situazione generale perché coinvolge tutte le società. Credo, comunque, che due-tre settimane sarebbe il tempo ottimale per riallineare tutti nelle capacità condizionali dell’ atleta. In questo modo si potrebbe raggiungere  un livello di condizione che ti possa permettere di affrontare al meglio le ultime otto giornate. Sotto le due settimane –conclude Fugalli-  potrebbe crearsi qualche problema perché il calciatore potrebbe incorrere ad infortuni ed il nostro lavoro è anche quello di tutelarne la salute».


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