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Riecco la coppia Bernacci-Soncin
su Facebook al “Bar Sport”:
«Tra noi e l’Ascoli
un legame forte»

CALCIO - Il cobra: «In bianconero anni indimenticabili, un rapporto che va oltre il calcio». L’airone: «Con Iaconi un rapporto tipo padre-figlio, sarei rimasto volentieri più a lungo»
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di Bruno Ferretti

L’inno dell’Ascoli come colonna sonora della videochat andata in onda mercoledì sera sul gruppo facebook “Bar Sport” fondato dall’ex attaccante bianconero Marco Bernacci con gli amici Filippo Antoniacci e Michele Benedetti. Ospite della puntata un altro ex dell’Ascoli, Andrea Soncin, che proprio con Bernacci ha formato una delle coppie-gol migliori di sempre. Numerosi i tifosi bianconeri che hanno seguito la diretta interagendo con i loro commenti. Tra i due ex compagni di squadra c’è stato un reciproco scambio di sinceri complimenti nel ricordo, sempre affettuoso, di quell’annata (2007-2008) nella quale realizzarono in tandem ben 34 gol (18 il cobra e 16 l’airone). L’allenatore era Ivo Iaconi. L’Ascoli, appena retrocesso dalla Serie A, tentò invano di risalire senza raggiungere l’obiettivo playoff.  Al “Bar Sport” è stato un piacevole, divertente ma soprattutto nostalgico amarcord in chiave bianconera per entrambi.

Bernacci

MARCO BERNACCI – «Seguo Andrea in tv e lo sto apprezzando anche come opinionista perché si vede che è competente di calcio. Non a caso ha iniziato a fare l’allenatore. Con lui ad Ascoli sono stato benissimo, in campo avevamo un’intesa formidabile che ci ha portato fortuna ad entrambi. Mi dispiace averci giocato insieme un solo anno. Con mister Iaconi giocavamo a memoria un calcio offensivo che nella Serie B di oggi ci avrebbe fatto competere per un traguardo più importante. Avevo con il mister un rapporto speciale, quasi da secondo padre, mi dispiace che ultimamente non abbia più allenato. Ad Ascoli sono stati per me due anni stupendi e fosse stato per me sarei rimasto più a lungo. Il rammarico resta quello di non aver mai potuto lottare per la promozione in A. Ora seguo da tifoso. E’ una grande piazza del calcio italiano con tutte le carte in regola per giocare ai massimi livelli. Ha una tifoseria esigente ma trascinante che spinge molto la squadra. Credo che negli ultimi anni gli sia mancata una continuità societaria visti i diversi cambi di proprietà. Il gol che ricordo di più? Quello al “Del Duca” contro il Bologna, proprio sotto la cCurva Sud all’ultimo minuto. Ma anche la tripletta al Ravenna e la doppietta a Frosinone».

Soncin

ANDREA SONCIN – «Con Berna in campo c’era un’intesa perfetta, è stato il compagno di reparto con cui mi sono trovato meglio in carriera. Con lui ho realizzato il maggior numero di gol. Mister Iaconi aveva un rapporto particolare con noi attaccanti perché amava il calcio offensivo. E’ un tecnico assai preparato con grandi idee di gioco.
Ascoli? E’ stata molto più che una parentesi della mia carriera calcistica. Mi sentivo parte integrante della città di cui conservo tanti amici e magnifici ricordi. Sono stato cinque anni ricevendo sempre tanto affetto da parte dei tifosi con i quali sono rimasto molto legato. Ha tutto per stare nel grande calcio, forse a volte manca solo un po’ di pazienza. Una partita da ricordare? Difficile trovarne una tra le tante, ma se devo farlo dico l’ultima di campionato a Padova dove conquistammo la salvezza con Silva allenatore. Una maglia che non avrei mai indossato? Quella dell’Ancona».

I due vecchi compagni del gol si sono infine affettuosamente salutati con un augurio di Bernacci a Soncin: «Ti auguro una grande carriera da tecnico, in futuro ti vedrei bene sulla panchina dell’Ascoli». Immediata la risposta del “cobra”: «E’ un mio sogno, ma prima devo crescere come allenatore, un passo alla volta».


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