Terremoto e Coronavirus, Fioravanti:
«Puntiamo ad un nuovo modello Ascoli»
A Roma chiede misure straordinarie
e più potere ai sindaci

INTERVISTA al sindaco dopo l'approvazione del bilancio di previsione 2020 che però dovrà essere modificato strada facendo alla luce della doppia emergenza. «Turismo, puntiamo sugli italiani nella prossima stagione». Quintana: si salva quella di agosto? «Ospedali, potenziamento sia di Ascoli sia di San Benedetto». «Maggioranza compatta. Via le magliette di partito e tutti mettiamo la maglietta di Ascoli»
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Il sindaco Marco Fioravanti

di Franco De Marco

Alla ricerca della sopravvivenza quotidiana, per tante persone, e di un futuro per tutti. Il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, all’indomani dell’approvazione del bilancio di previsione, traccia le coordinate della navigazione dell’Arengo. E punta ad nuovo “modello Ascoli”. L’emergenza Coronavirus ha fatto saltare tutti gli schemi in tutti i campi. Il domani è pieno di incertezze. Cronache Picene ha posto 10 domande al primo cittadino.

Quanto è stato difficile elaborare il bilancio di previsione 2020 al tempo del Coronavirus sia per quanto riguarda le risorse sia per le scelte del dopo emergenza?

«Non avrei mai immaginato di approvare il mio primo bilancio da sindaco in una situazione  tanto drammatica e di emergenza. Ovviamente le difficoltà ci sono perché bisogna rivederlo nella sua interezza. Dobbiamo impegnarci e mettere risorse per incrementare i servizi sociali, l’assistenza alle nuove povertà derivanti dall’emergenza Coronavirus e, nello stesso tempo, mettere benzina e impegno sulla ripartenza. Ripartenza dell’ambito commerciale, artigianale, culturale, turistico, eccetera. Bisogna mettere in campo misure straordinarie per consentire a tutte le attività e alle famiglie di superare questo momento e ripartire con entusiasmo. Ci vuole un progetto nuovo di città con una visione diversa e un modello nuovo. Ovviamente questa diffcoltà nasconde un’opportunità quindi vogliamo coinvolgere tutta la città nelle sue articolazioni. Le scelte dovranno essere condivise al massimo per un nuovo Modello Ascoli».

Quali sono i punti strategici in questa fase storica epocale?

«Il rilancio della cultura e del turismo. E tre asset fondamentali. La Smart City ovvero la digitalizzazione della città. Lo sviluppo lavorativo ed economico attraversi il Progetto Ascoli Green, teso la tutela dell’ambiente, la riduzione della produzione di rifiuti e lo sviluppo di business e lavoro attraverso il recupero e il rispetto dell’ambiente. Terzo la centralità della persona in due direzioni: sia come tutela, per non lasciare nessuno indietro, quindi la protezione di bambini, anziani, disabili e persone in difficoltà economica, sia per sviluppare attività lavorative per il miglioramento della qualità della vita. Con il coinvolgimento dell’Università. Dobbiamo guardare al lungo periodo e nello stesso tempo mettere subito in campo per dare nuovo impulso alla città».

Lei ha anticipato che si tratta, in parte, di un documento aperto appunto in riferimento agli interventi post emergenza. Ma quanto aperto?

«Sì, più che mai, deve essere un bilancio aperto. Noi l’abbiamo approvato così com’era previsto prima dell’emergenza in modo da orientarlo verso la necessità di risposta ai bisogni e la necessità di dare impulso ad uno sviluppo futuro. Creeremo degli strumenti sia digitali sia di partecipazione diretta di tutta la cittadinanza, di tutte le associazioni e di tutte le persone per cercare un modello il più possibile condiviso e anche per mettere le risorse come risposta alle reali necessità».

La maggioranza è stata compatta o ci sono state fibrillazioni?

«La maggioranza è stata molto unita. Ha lavorato giorno e notte. Tutti gli assessori e i consiglieri hanno dimostrato con una grande compattezza perché adesso l’obiettivo è rilanciare e far rinascere Ascoli e superare l’emergenza. C’è stata una grande apertura. Ogni settimana teniamo una capigruppo insieme al presidente del Consiglio per condividere le scelte anche con le opposizioni. Ora più che mai l’obiettivo deve essere Ascoli futura con il coinvolgimento di tutte le forze politiche. Adesso è il momento di mettere da parte le casacche di partito per il rilancio di Ascoli affinchè nessuno rimanga indietro. Ci vuole una visione a 360 gradi».

Piazza Sant’Agostino

Quali sono le opere pubbliche di immediato appalto e realizzazione?

«Oltre al completamento, appena ci viene consentito dai decreti, di piazza Sant’Agostino, ovviamente sarà via Trieste, l’avvio delle gare per il ponte di Monticelli e la manutenzione di tutte le strade urbane ed extraurbane e il recupero di parchi e giardini fondamentali per il miglioramento della qualità della vita».

Prima il terremoto, poi il Coronavirus? L’economia cittadina è a terra. Come si può sperare in una rinascita?

«Per sperare in una rinascita dobbiamo far sentire a Roma la nostra voce tutti compatti, le forze politiche e i parlamentari del territorio, perché il Governo deve ascoltare la necessità di mettere misure immediate sui Comuni e sulle imprese. Stiamo studiando bene il decreto sui prestiti per 400 miliardi di prestiti alle imprese. C’è sicuramente necessità di un intervento ulteriore e che lo Stato faccia deficit per dare immediatamente risorse a fondo perduto per mantenere i fatturati delle micro e medie imprese. Se non riusciamo a mantenere i fatturati di chi oggi non è in grado di procurarseli da soli rischiamo di avere un forte incremento della disoccupazione . Il Governo ascolti i territori e dia maggiori strumenti ai Comuni. Non ci siamo tirati indietro quando ci hanno messo a disposizione i bonus alimentari. Li abbiamo attivati in 4 giorni e li abbiamo consegnati a tutte le famiglie. L’efficacia e l’efficienza dei sindaci è reale, tangibile, quindi bisogna utilizzare anche i sindaci in questa ricostruzione sburocratizzando il sistema. Chiediamo anche un innalzamento delle gare semplificate da 40.000 a 100.000 euro, un commissariamento utilizzando gli stessi sindaci per le gare sopra un milione e una sburocratizzazione dell’edilizia scolastica. L’adeguamento sismico delle scuole, ad esempio, non può avere tutti quei passaggi amministrativi».

Secondo lei l’emergenza sanitaria porterà ad un ripensamento della Regione sul nuovo ospedale previsto a Pagliare? Si può pensare ad un recupero del vecchio ospedale per malattie infettive “Luciani”?

«Sicuramente l’emergenza sanitaria ha confermato quello che diciamo da 10 anni e, in particolar modo, negli ultimi 5: che i presidi ospedalieri territoriali sono fondamentali e dobbiamo potenziare le strutture esistenti. Quindi, nel nostro territorio, si conferma la necessità di mantenere i due ospedali di Ascoli e San Benedetto, rafforzarli, dando loro un ruolo maggiore, soprattutto potenziarli di personale visto che oggi si lavora sotto organico e in condizione di stress psicologico. Dobbiamo mettere il personale medico e infermieristico nella condizione di lavorare al meglio. Rafforzare dunque le due strutture e se occorre pensare all’utilizzo di ulteriori strutture in questa fase emergenziale».

Turismo estivo, ci mettiamo l’animo in pace e pensiamo al 2021?

«E’ indispensabile mantenere in vita le aziende turistiche. Quest’anno sarà molto complesso perché sicuramente ci saranno direttive nazionali sulla gestione degli eventi. Il distanziamento sociale sarà lungo. Quindi sarà difficile poter dare un impulso. Ma dobbiamo già pensare ad un rilancio di marketing territoriale per la prossima stagione. Rilanciare adesso Ascoli e il suo territorio perché, nei prossimi anni, il turismo italiano sarà più propenso a muoversi all’interno dell’Italia e potremo quindi recuperare le fette di mercato interno».

Quintana, ritiene che possa svolgersi almeno l’edizione agostana?

«E’ previsto a breve un incontro con il presidente del Consiglio degli anziani, il Consiglio degli anziani e i capisestiere per valutare insieme se confermare le due Quintane o una sola (quella di agosto, ndr). Siamo ancora in fase di valutazione e penso che nella prossima settimana usciremo con una decisione definitiva e condivisa».

Il Coronavirus porterà ad un rapporto più collaborativo tra maggioranza e opposizione?

«Spero di sì. C’è bisogno in questo momento di mettere da parte tutte le divisioni politiche, togliersi la maglia del partito e mettersi quella di Ascoli. Collaborare tutti per il futuro della città. Faccio settimanalmente una capigruppo. Cerco di recepire anche le proposte dell’opposizione perché tutti insieme dobbiamo riportare il nostro punto di vista e costruirne uno a 360 gradi. Massima collaborazione e massima condivisione».

 

 

 

 

 

 

 

 


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