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Massimo Pulcinelli:
«Le partite a porte chiuse
danneggiano l’Ascoli,
ma è importante ripartire»

SERIE B - Il patron bianconero: «Ne abbiamo 7 su 11 in casa». Ninkovic e Brlek al ritorno, prima di mettersi a disposizione, dovranno effettuare la quarantena
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Massimo Pulcinelli

Il presidente del Consiglio Conte ha prorogato fino al 3 maggio le misure restrittive e questo fa supporre che dal 4 scatterà la cosiddetta fase 2, quella più vicina al ritorno alla normalità, pur con tutte le cautele. Insomma, senza abbassare la guardia ma con la possibilità di fare cose che oggi sono severamente proibite. La speranza delle società di calcio è riprendere gli allenamenti aspettando il campionato.

«L’Ascoli, se finisse oggi, sarebbe salvo ma trovo giusto riprendere il campionato – ha detto il patron Massimo Pulcinelli – mi dispiace giocare le partite a porte chiuse perché il calcio è uno spettacolo popolare che emoziona e fa divertire la gente».

L’Ascoli deve disputare in casa 7 delle 11 partite che mancano e, senza il sostegno dei suoi tifosi, sarà certamente penalizzato. I calciatori sono rimasti quasi tutti in città con le famiglie allenandosi con mezzi di fortuna dentro casa o in garage, nel cortile, sul terrazzo. Insomma ovunque tanto per mantenere, almeno in parte, il tono muscolare. Per le corse, con e senza pallone, servono spazi più ampi ovvero il campo di allenamento. Ninkovic é tornato in Serbia, Brlek in Croazia. Quando rientreranno dovranno effettuare la quarantena, ovvero quindici giorni chiusi in casa prima di riprendere l’attività.

Bru. Fer.


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