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Origlia (Iv): «Per le scuole
serve un piano shock,
non un commissario»

ASCOLI - Interviene la coordinatrice provinciale del partito di Renzi: «Chiediamo a Comune e Provincia solerzia ed efficienza, oltre che rapidità, alfine di consegnare prima possibile ai cittadini già provati dal sisma e ora dalla crisi economica causata dalla pandemia, ciò che spetta loro, ai loro figli e alla comunità tutta.  La scuola non è degli insegnanti, non è dei Sindaci, non è degli amministratori; la scuola è di chi la frequenta e della comunità tutta»
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La scuola media “Massimo D’Azeglio” (foto Andrea Vagnoni)

Scuole, lavori post sisma ed emergenza covid-19. Il tema della sicurezza degli edifici scolastici piceni (e ascolani in primis) torna al centro del dibattito. Dopo le proposte del Pd comunale (leggi l’articolo), si fa sentire anche la coordinatrice provinciale di Italia Viva, la professoressa Maria Stella Origlia. Che rispedisce al mittente almeno una delle proposte lanciate dal segretario dem, Angelo Procaccini sulla necessità di un commissario tra Arengo e Provincia. «Mentre a livello nazionale -esordisce Origlia- è vivo il dibattito sulle ripartenze dopo l’emergenza da Covid-19, rispettando le dovute misure che si prenderanno nelle fasi successive, anche la programmazione di ripresa delle attività scolastiche infiamma il dibattito pubblico sia per quanto riguarda l’aspetto strettamente didattico, sia per quanto attiene gli edifici pubblici che ospitano gli alunni della città di Ascoli e della Provincia.

Maria Stella Origlia

Nonostante ciò, nel Piceno non si evince una grossa preoccupazione da parte di coloro che sarebbero preposti alla gestione amministrativa delle strutture che, purtroppo, ancora non vedono risolti molti problemi preesistenti agli anni pre-sisma 2016. Italia Viva ha sempre rivendicato lo sblocco di ingenti somme di denaro (piano shock pari a 120 miliardi) e mai come ora è urgente approfittare di questi mesi di chiusura degli edifici per portare a termine almeno quei lavori appaltati o avviati, così da permettere, qualora lo prevedesse il Miur, la possibilità di avere a disposizione strutture adeguate sia dal punto di vista della vulnerabilità sismica, sia da quello di una maggior efficienza in ordine alla fruibilità dei locali dopo la fase di emergenza epidemiologica. La situazione di stallo e di ingiustificata lentezza che caratterizza la sistemazione degli edifici scolastici è ormai un tema annoso, ma ora assolutamente improcrastinabile: la città di Ascoli Piceno accoglie edifici pubblici che poco si adeguerebbero alle possibili soluzioni che sono allo studio del Ministero dell’Istruzione, considerato che a settembre 2020 non tutti gli ordini di scuola potrebbero prevedere una ripartenza con l’entrata in classe massiva e, se sarà possibile che le scuole superiori potranno ripristinare una didattica in presenza, certo è che l’Amministrazione pubblica preposta dovrà finalmente ripensare, in maniera definitiva ed efficace, ad una ricognizione degli utilizzi degli edifici attualmente gestiti dagli Istituti Tecnici, dai Licei e dagli Istituti Professionali cittadini». Origlia parla anche delle proposte del Pd.

Angelo Procaccini (Foto Andrea Vagnoni)

«Leggo dalla stampa -afferma- di una possibile nomina di un commissario che dovrebbe guidare una task force che abbia il compito di raccordare le azioni tra Comune di Ascoli e Provincia: ohibò direbbe qualcuno! Siamo si in era di nomine di squadre speciali e Commissari, certamente giustificati in condizioni di emergenza, ma non è certo il caso del comune di Ascoli visto che stiamo parlando di lavori che avrebbero dovuto essere già terminati, e considerato che riguardano appalti e progetti partiti anni fa o che, per negligenza di taluni, o per incapacità di gestione, non sono stati neanche appaltati o malamente appaltati. Qui non si tratta di affidare competenze che dovrebbero appartenere a chi è già preposto a quel servizio, politico o amministrativo che sia, ad un ulteriore figura (di commissari e consulenti ne abbiamo già abbastanza), ma di assolvere a ruoli che sono già previsti dalle ordinarie mansioni amministrative e dai rispettivi ruoli politici. Italia Viva -conclude- chiede a Comune e Provincia solerzia ed efficienza, oltre che rapidità, alfine di consegnare prima possibile ai cittadini già provati dal sisma e ora dalla crisi economica causata dalla pandemia, ciò che spetta loro, ai loro figli e alla comunità tutta.  La scuola non è degli insegnanti, non è dei Sindaci, non è degli amministratori; la scuola è di chi la frequenta e della comunità tutta.


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