
Peppe Carillo
di Bruno Ferretti
Può essere considerato il numero uno dei vice allenatori professionisti italiani. Una carriera iniziata, dopo quella da calciatore, a Chieti (dove aveva chiuso quella agonistica) al fianco di Piero Braglia nella stagione 2001-2002 in Serie C1.
Poi è passato a far coppia fissa con il collega, concittadino e amico Peppe Iachini, sempre su panchine di A e B. In tandem i due tecnici ascolani hanno allenato Cesena, Vicenza, Piacenza, Chievo, Brescia, Sampdoria, Siena, Palermo, Udinese, Sassuolo, Empoli e attualmente sono alla guida della Fiorentina. Due veri “gemelli” della panchina.
Giuseppe Carillo, 55 anni a maggio, è il validissimo braccio destro di Iachini. Con 100 presenze (e 5 gol) è entrato nel club dei “centenari” dell’Ascoli Calcio società dove è cresciuto calcisticamente.

Peppe Carillo con l’inseparabile Peppe Iachini
«Stiamo vivendo una situazione davvero molto particolare, senza certezze per il futuro – dice Carillo – non si riesce a capire quando sarà possibile tornare in campo ma certo è che sarà necessaria la massima prudenza. In Germania erano ripartiti ma si sono dovuti fermare subito perché la crisi sanitaria non è passata. La salute viene prima di tutto, non dobbiamo mai dimenticarlo».
«L’Ascoli? Ha iniziato molto bene il campionato, con un allenatore giovane ma preparato come Zanetti – prosegue – dopo le prime giornate era ai vertici della classifica poi qualcosa è successo e la squadra è calata. Ritengo che abbia pagato un po’ l’inesperienza. Giocatori bravi ma ancora giovani per un campionato difficilissimo come è quello di Serie B. non hanno avuto continuità di rendimento alternando buoni risultati ad altri negativi. Questa può essere la ragione di una classifica che è andata peggiorando ma bisognerebbe conoscere meglio le vicende interne della squadra per una valutazione tecnica più attendibil».
«Adesso siamo tutti qui ad aspettare disposizioni per la ripresa degli allenamenti e poi delle partite, mi auguro che l’attesa possa essere il più breve possibile ma, ripeto, il primo obiettivo da raggiungere è quello della salvaguardia della salute di tutti: calciatori, tecnici, addetti ai lavori, pubblico. Giocare a porte chiuse non è bello perché il calcio è uno spettacolo fatto per la gente. Personalmente – conclude Peppe Carillo – auguro all’Ascoli di reagire positivamente e risalire in classifica. La mia ex squadra ha tutte le carte in regola per centrare questo obiettivo con il nuovo allenatore Abascal».

Carillo calciatore dell’Ascoli, al centro nella fila in basso
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