L’ex Di Venanzio: «Ascoli frenato dalla confusione,
poteva fare molto meglio»

SERIE B - L'esterno sinistro dei "Diabolici" analizza quanto prodotto dai bianconeri fino alla sosta forzata. Ora lavora nel settore giovanile dell'Atletico Ascoli
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Fabio Di Venanzio oggi

di Bruno Ferretti

«Osservando dall’esterno, ho avuto l’impressione che l’Ascoli sia stato frenato dalla confusione. Aveva iniziato molto bene la stagione con il primo posto in classifica alla quinta giornata, e niente faceva temere un calo di rendimento e risultati così netto. E invece…».

Così dice l’ex bianconero Fabio Di Venanzio, estern sinistro dell’Ascoli dei “Diabolici” all’alba degli anni Duemila. Abruzzese di L’Aquila, Di Venanzio (45 anni) ora vive con la famiglia a Castorano. Tre stagioni nel Picchio, dal 2001 al 2004, con un totale di 92 partite e 6 gol.

Ai tempi dei “Diabolici”

È rimasto nel mondo del calcio in qualità di istruttore tecnico dei più piccoli, insieme al vecchio compagno di squadra Mario Bonfiglio, al preparatore atletico Mauro Iachini e altri tecnici. «All’Atletico Ascoli abbiamo circa 320 iscritti divisi per età, da 5 a 18 anni» rivela Di Venanzio che fu grande protagonista della promozione dell’Ascoli in Serie B.

«Il calcio, come tutta la società, attraversa una gravissima crisi senza precedenti e dobbiamo risolverla restando uniti. Le soluzioni – dice – non ci sono e voglio vedere come verranno decise promozioni e retrocessioni. Non vorrei essere, adesso, nei panni di chi dovrà prendere certe delicatissime decisioni».

Tornando all’Ascoli, Di Venanzio ha aggiunto che certi episodi di indisciplna non hanno giovato all’unità della squadra. Chiaro il riferimento alla lite in campo fra Ninkovic e Da Cruz per battere il rigore, alla scomposta reazioni di Ninkovic dopo la sostituzione a Cremona, o quella di Da Cruz a Trapani.

«Certe cose succedevano anche ai miei tempi, ma restavano chiuse dentro lo spogliatoi, e non nascevano casi pubblici come invece è accaduto quest’anno».


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