
Andrea Di Maso

Michele Uva
MICHELE UVA – «Parlare di futuro del calcio in questo momento credo sia fondamentale per trovare la strada migliore che possa riportarci alla normalità e che riesca a dare nuove prospettive all’azienda calcio. Centro sportivo e stadio di proprietà – spiega Michele Uva – credo siano due punti fondamentali dai quali ripartire, un investimento che porterebbe stabilità all’interno delle società, sia economica che sociale oltre che sportiva. Nel nostro Paese siamo indietro rispetto ad altre realtà in Europa, vedi Germania, gli unici impianti in Italia che rispondono allo standard europeo sono quelli della Juventus, dell’Udinese e del Frosinone e quello prossimo dell’Atalanta che sta per essere ultimato. Il resto è solo un ping pong dove si rimpallano le responsabilità, l’Ascoli ha bisogno delle 19 squadre per giocare in Serie B, per fare spettacolo e dimostra di di volersi confrontare e cercare di crescere anche facendo questi webinair, per trovare le soluzioni migliori e garantire una continuità nello spettacolo. Ma se domani la Lega si sveglia e blocca definitivamente i campionati, l’Ascoli come tante altre società di calcio avrebbero grossi problemi economici».

Marcel Vulpis
MARCEL VULPIS – «Non possiamo non parlare di un ridimensionamento dei costi – dice il giornalista Marcel Vulpis – per continuare a sperare sarà necessario un’analisi di costi e ricavi, sarà necessario riorganizzare il tutto per arrivare ad un patto economico tra società, sponsor e televisioni oltre che con gli stessi calciatori. Ci vuole una nuova cultura d’impresa in ambito sportivo che adesso non abbiamo, bisogna ammettere che ci sono altri che si muovono meglio di noi, il ministro Spadafora ad esempio, non è un uomo di sport, lui si è sempre occupato di sociale e terzo settore, cosa centra con il mondo dello sport…?? Sarebbe bene introdurre il concetto della meritocrazia, competenza e merito anche nel mondo dello sport, sarebbe proprio ora».

Carlo Neri (Foto Vagnoni)
CARLO NERI – «Non è avvenuto assolutamente nulla di nuovo nell’incontro tra Figc e Comitato Tecnico Scientifico continuiamo ad “aspettare Godot…” Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere ma quella che si adatta meglio al cambiamento. Dobbiamo approfittare di questa fase di stallo a causa dell’emergenza Coronavirus per degli investimenti forieri di reddito, lo stadio e il centro sportivo di proprietà sono un’identità culturale e sociale, ne abbiamo cominciato a parlare prima della pandemia, sia per lo stadio (o di proprietà o con una gestione di 20-30 anni) che per quanto riguarda il centro sportivo. Sarà necessario avere un rapporto intenso sia con i nostri partner che con i nostri tifosi, con un marketing strategico ed efficace. Non possiamo restare ad aspettare le decisioni che vengono da fuori, bisogna alimentare un dibattito interno per far crescere le aziende che ci hanno dato fiducia e per dare ai nostri tifosi le soddisfazioni che meritano».

Lorenzo Morosini
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