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Permessi premio a Parolisi,
il dolore della famiglia Rea

ASCOLI - L'ex caporalmaggiore dell'Esercito sta scontando 20 anni di carcere per l'uccisione della moglie Melania. Presto potrebbe uscire in permesso premio dopo aver scontato metà della pena
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Melania Rea

Il caso di Melania Rea, la giovane madre barbaramente uccisa e trovata cadavere nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo) il 18 aprile del 2011 torna di nuovo alla ribalta nazionale.

Ad occuparsene è stata la trasmissione “Chi l’ha visto?” in relazione ai permessi premio di cui presto potrebbe beneficiare il marito di Melania, Salvatore Parolisi, condannato a 20 anni in modo definitivo per l’omicidio della moglie.

Una possibilità prevista dalla legge (leggi l’articolo) tra emersa già nei mesi scorsi in quanto l’ex caporalmaggiore del 235° Reggimento Piceno (in carcere da luglio 2011) sta per giungere quasi a metà della pena, ma che comunque fa discutere.

«A noi nessuno ci ridarà Melania, spero che gli ultimi anni che dovrà scontare se li faccia tutti», ha commentato invece il fratello di Melania, Michele Rea.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il legale dei Rea, l’avvocato ascolano Mauro Gionni. «Bisogna fare una premessa relativa al fatto che la famiglia Rea non è a conoscenza di richieste di Parolisi perché i familiari della vittima non possono conoscere le richieste per sconti di pena o benefici -afferma Gionni- visto che si tratta di una pena definitiva. Speriamo che i familiari di Melania aprendo la porta non se lo trovino fuori di casa poiché c’è una posizione delicata rispetto alla figlia di cui ha perso la potestà. Speriamo che il magistrato tenga conto di ciò».

rp


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