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Appello per i territori di confine,
sbloccato il Cas per gli sfollati

FASE 2 - Il capogruppo del Pd di Ascoli, Ameli, ai sindaci del Piceno: «Si mobilitino per chiedere una deroga sempre nel massimo rispetto delle norme sanitarie poiché il Dpcm del 26 aprile non consente la possibilità di spostamento per visite ai congiunti per i residenti nei comuni di confine». La soddisfazione di Falcioni (Maltignano) per i contributi per i terremotati residenti oltre confine
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Il confine regionale tra Abruzzo e Marche

di Renato Pierantozzi

Si multiplicano gli appelli per sbloccare la situazione dei territori confinanti, come nel caso del Piceno con il vicino Abruzzo, ancora chiusi a chiave con il “lockdown”. Ci sono familiari (nonni-nipoti) divisi ormai da due mesi nonché tanti proprietari di seconde case nel tratto costiero che va da Martinsicuro a Tortoreto.

Un appello alla mobilitazione dei sindaci arriva dal capogruppo consiliare del Pd di Ascoli Piceno, Francesco Ameli. «Dopo la nostra proposta fatta in consiglio comunale spero che anche i sindaci della provincia di Ascoli Piceno si attivino – dichiara il capogruppo Pd – sempre nel massimo rispetto delle norme sanitarie, per chiedere una deroga al DPCM del 26 aprile che attualmente non consente la possibilità di spostamento per visite ai congiunti per i residenti nei “comuni di confine”,

Francesco Ameli

ovvero quei comuni confinanti che però risultano essere su due regioni diverse. Spero che anche il sindaco di Ascoli, possa scegliere di sostenere ancora una volta il nostro appello, formalizzato con una mozione del gruppo qualche giorno fa. In alcune zone d’Italia lo spostamento tra comuni confinanti non è sentito, ma nel Piceno ed in altre zone del paese, è un tema quanto mai attuale. Nel nostro caso, seppur con regioni diverse, molti comuni hanno continuità urbana, sociale e familiare. Spesso è una strada a delimitare il confine regionale. Sarebbe un paradosso – conclude Ameli – poter andare all’ultima città del nord delle Marche per andare a trovare un familiare e non poter attraversare una strada che dista qualche decina di metri dalla propria abitazione. Ribadisco ovviamente la necessità dello svolgimento degli spostamenti nel massimo rispetto delle norme sanitarie».

Si è risolto invece in modo positivo il caso dell’erogazione del “Cas” (Contributo autonoma sistemazione) per i marchigiani sfollati nel vicino Abruzzo.

Armando Falcioni

«Una battaglia portata alla ribalta nazionale -commenta il sindaco di Maltignano, Armando Falcioni– proprio dall’Amministrazione in seguito dell’ordinanza 614 del novembre 2019 che avrebbe negato, non solo alle decine di famiglie maltignanesi terremotate trasferitesi nel vicino Abruzzo, ma anche a tutti quei terremotati di confine dell’area cratere domiciliati o residenti fuori la regione di appartenenza a causa del sisma, di perdere il contributo.

Il Cas continuerà ad essere erogato, purché si sia spostato domicilio o residenza nell’ambito delle quattro regioni del cratere. Esprimo tutta la mia soddisfazione per questo traguardo di giustizia. Ringrazio i nostri assessori e i consiglieri che hanno avuto l’intuizione e sostenuto questa battaglia sin dalla prima trasferta di Roma, in cui abbiamo avuto modo di esporre quella che sarebbe stata una problematica per molti comuni di confine dell’area sisma alla presenza del Vice Ministro dell’Interno Vito Crimi, ex sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alla ricostruzione.

Questo risultato -conclude Falcioni- rappresenta un segnale importante verso le famiglie che stanno cercando di non abbandonare il proprio territorio. Il mio augurio è che questo principio sia esteso anche per gli spostamenti nei vicini comuni limitrofi abruzzesi, limitati ad oggi dall’emergenza Covid della fase 2».


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