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Ascoli, l’ex allenatore Iaconi
bloccato da 5 mesi in Thailandia:
«Spero di tornare in panchina»

CALCIO - Causa la pandemia Coronavirus, non riesce a rientrare in Italia. Nel 2007-2008 ha allenato l’Ascoli con il miglior esito degli ultimi anni: 8° posto. «Nessuno mi chiama, si sono dimenticati di me»
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Ivo Iaconi in Thailandia

di Bruno Ferretti

Si trova in Thailandia da Natale, sono trascorsi cinque mesi e, a causa della pandemia Coronarvirus, non riesce a tornare a casa nella sua Giulianova. «I voli per l’Italia sono stati sospesi e non riusciamo a ripartire. Siamo venuti con tutta la famiglia per fare visita a mia figlia Antonia, detta “Toni”, che qui gestisce da tempo una locanda italiana chiamata “Nena” nell’isola di Kho Phangan. Il locale é dedicato alla nonna, chef del famoso ristorante Beccaceci di Giulianova. Avevamo previsto un soggiorno di due mesi, e invece siamo bloccati qui da cinque».

Protagonista della disavventura è Ivo Iaconi, 64 anni, ex allenatore dell’Ascoli nel campionato 2007-2008, il migliore in Serie B dei bianconeri negli ultimi 13 anni. Il tecnico abruzzese vanta una lunga carriera in B e in C, in tutta Italia: gli manca solo il salto di qualità in Serie A che ha sfiorato proprio con l’Ascoli.

La locanda “Nena” gestita dalla figlia

«La mia ultima squadra è stata il Brescia in B nel 2014, dopo si sono tutti dimenticati di me, nessuno mi ha più chiamato e questo mi dispiace molto. Il calcio mi manca e vorrei trovare una squadra con un progetto serio in cui tornare a lavorare. Non so, però, se è ancora possibile con il calcio di oggi dominato da interessi e affari, anche poco chiari. Se mi richiamasse l’Ascoli, tornerei molto volentieri perché quell’anno stato molto bene».

Con Ivo Iaconi c’era anche il figlio Nicolò, che lavora a Berlino. Lui ha fatto in tempo a lasciare la Thailandia e rientrare con un volo in Germania. «Purtroppo la sua ditta è chiusa per la pandemia, e lui si trova bloccato in casa: chissà quando potremo finalmente riunire tutta la famiglia a Giulianova».

«In Thailandia la pandemia ha avuto conseguenze contenute: solo tremila contagiati e una cinquantina di vittime perché sono riusciti a prendere subito le necessarie contromisure. Dopo cena, per esempio, c’è il coprifuoco e non si può uscire. Consideriamo che la Thailandia ha una popolazione di circa 70 milioni di abitanti, poco più dell’Italia, dove invece le conseguenze della crisi sanitaria sono state devastanti. Per noi “vecchietti” qui è un paradiso terrestre: sole, clima temperato, spiaggia e mare. Si sta veramente bene, ma noi vogliamo tornare a casa».

Passando ad esaminare il campionato in corso, Iaconi dalla lontana Asia ha commentato: «Ho seguito l’Ascoli nella prima fase, e mi è sembrata una squadra bene attrezzata in tutti i reparti con attaccanti di valore in grado di fare la differenza. Una squadra capace di puntare ai playoff, che invece è poi finita in zona playout. Difficile spiegarne le ragioni».

Nell’Ascoli di Ivo Iaconi, appena retrocesso dalla Serie A, nel 2007-2008 si misero in luce gli attaccanti Bernacci (16 gol) e Soncin (18), Guberti, Pesce, Belingheri, Di Donato e altri buoni calciatori. La squadra si classificò all’ottavo posto, a ridosso dei playoff.

Il tecnico abruzzese quando può, torna al “Del Duca” da spettatore per seguire la sua ex squadra alla quale è rimasto legato. Anche nel campionato in corso è stato visto in tribuna come attento osservatore. E continua ad aspettare quella attesa telefonata che però non arriva. Lui non ha perso la speranza di tornare in panchina. Lo meriterebbe per la buona carriera svolta, e per le capacità umane e professionali che ha dimostrato ovunque.


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