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Estate e Coronavirus, Italia Viva:
«Folle chiedere
ai turisti di fare il tampone»

SAN BENEDETTO  - E' la reazione del gruppo Italia Viva di San Benedetto di fronte alla proposta avanzata dal sindaco Pasqualino Piunti. «Certificazione di ostacolo alla scelta della destinazione». Dubbi anche sulle modalità dell'esame 
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In un servizio andato in onda ieri su “Studio Aperto”, il notiziario di Italia 1, il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti ha dichiarato di voler ragionare sulla possibilità di sottoporre a tampone gratuito i turisti che decidessero di venire in vacanza in Riviera.

Lo evidenziano i coordinatori e il consulenti di Italia Viva, che ritengono la proposta «più che insensata».

«Parliamo – scrivono – di porre un ostacolo sostanziale ad un potenziale turista nella scelta di destinazione delle sue vacanze, considerato che il turista vuole essere garantito sulla sicurezza delle strutture ricettive che devono ospitarlo.

Il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti

Del tutto sconosciute – si legge ancora nella nota – sono poi le modalità attuative di tale testing.

E’ un obbligo per il turista? Il tampone deve essere fatto prima della partenza?

In questo caso il Comune dovrebbe rimborsare al turista le spese sostenute per l’effettuazione del tampone.

O all’arrivo a San Benedetto?

In questo caso il turista prima ancora di accedere alla propria camera dovrebbe recarsi in un centro autorizzato ad eseguire i tamponi.

Comunque la si guardi ci sembra folle.

La certificazione infatti verrebbe percepita come una vera e propria frizione nel momento cruciale della scelta della destinazione delle proprie vacanze. Il dato degli arrivi ne soffrirebbe in maniera ben più marcata rispetto a politiche che disincentivino la permanenza media».

A conforto delle loro argomentazioni, i rappresentanti di Italia Viva riportano esempi di altre località balneari italiane.

«In Liguria è stata proposta la creazione di un marchio da rilasciare alle imprese turistiche, a garanzia del rispetto delle norme e della salute dei propri dipendenti. A Rimini, il sindaco vuole rendere attrattiva la propria città costruendo il programma “Rimini sicura” sia per l’ordine pubblico che per la salute che continuerà ad essere minacciata dal virus.

Un esempio di modus operandi di amministrazioni che guardano alla domanda e non allo spiccio consenso, adottando atteggiamenti strategici attivi.

La passività e l’inerzia del sindaco Piunti – conclude il comitato – sono oramai famose. Non rendiamole ancora più deleterie per le attività economiche della nostra città».


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