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Laurea ai tempi del Coronavirus,
Ludovica Tanucci: 110 e lode
poi festa fino all’alba
(Il video della proclamazione)

COMUNANZA - L'ambito traguardo di dottoressa magistrale in Ingegneria gestionale all'Università di Roma, conquistato tra rinvii e lavoro lontano da casa, durante la quarantena. Perchè nel frattempo la ragazza è stata assunta dall'azienda che l'ha ospitata come stagista. Il racconto del grande giorno. Gioia, emozione e divertimento ma nel pieno rispetto delle regole anticontagio
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Un 110 e lode con tanto di bomboniere, confetti palloncini e fiori. In video conferenza ma con accanto il calore della sua famiglia e degli amici.

Ludovica Tanucci (Foto Barbara Tanucci)

In barba al Coronavirus, ma rispettando alla lettera le regole per il contenimento del contagio, Ludovica Tanucci di Comunanza ha raggiunto l’ambito traguardo, meritatissimo a 24 anni, senza farsi mancare nulla.

Su tutto ha prevalso la tenacia e la volontà di arrivare alla meta nonostante le difficoltà del momento.

Ha conseguito la laurea magistrale in Ingegneria Gestionale, all’Interfacoltà tra Ingegneria Civile e Industriale – Ingegneria dell’Informazione, Informatica e Statistica all’Università di Roma, con la tesi dal titolo“Metodologie di Project Portfolio Management: revisione della letteratura accademica e analisi di un caso studio”.

Raccontaci come è andata.

«Prima dell’epidemia, la discussione era programmata per il 24 marzo, 10 giorni prima dovevo consegnare la tesi. Era da tempo che ci lavoravo. Volevo farla in azienda. Mi sono informata e ho scoperto, consigliata dal professore, che era possibile nell’ambito di un apposito stage».

E così è stato. Ludovica ha trovato un’azienda di servizi alle imprese, la “Kpmg” che l’ha ospitata da ottobre a febbraio nella sede di Roma come “Data Management & IT Process Integration Consultant”. 

Ludovica Tanucci (Foto Barbara Tanucci)

La ragazza lavorava e preparava il documento che le sarebbe valso la corona d’alloro.

Nelle fasi cruciali è però arrivata la rivoluzione Covid. La laurea è rinviata. Che fare allora?

A Ludovica, nel frattempo, si sono aprono nuove prospettive professionali.

«L’azienda ha detto che aveva interesse a tenermi. A febbraio ho firmato il contratto di lavoro. Sono rimasta a Roma per tutta la quarantena, mentre si riapriva la speranza per la discussione della tesi: mi hanno fissato una nuova  data per il 5 maggio».

Ludovica torna a casa, a Comunanza, il 29 aprile perchè sceglie di vivere l’evento insieme con la sua famiglia.

«Ci ho riflettuto prima di tornare. Temevo di perdere ritmo e concentrazione. Siamo in 5 a casa, non è così facile isolarsi».

Arriva il grande giorno, il 5 maggio alle 16. Per il collegamento Ludovica allestisce l’ufficio del padre, accanto a casa, dove può godere della necessaria “solitudine”.

La commissione già schierata ha comunque riservato 3 tre schermi a candidato.

«Io ne ho dato uno a mio fratello e l’altro alla mia migliore amica. Loro tramite Zoom hanno aperto un’altra conversazione con 50 persone ciascuno, condividendo lo schermo dove si stava svolgendo la mia discussione. In pratica mi sono ritrovata con un pubblico di oltre 100 persone. C’erano la mia famiglia e tutti i miei amici.

Nei 10 minuti che la commissione si è riservata per decidere il voto, i miei non hanno retto. Sono piombati nella mia stanza e hanno assistito alla proclamazione in diretta».

Ludovica Tanucci (Foto Barbara Tanucci)

Dopo il 110 e lode, nessuno ha potuto fermare le lacrime di gioia, lo sfogo di una mamma che per due mesi non ha potuto essere accanto alla figlia per sostenerla, o solo prepararle il pranzo mentre si divideva tra il lavoro e lo studio, il calo di tensione di una ragazza che non si è risparmiata tra studio e lavoro, tanto che in azienda non se la sono lasciata scappare.

Com’è finita?

«Abbiamo brindato in giardino. Mia madre aveva fatto torte come se le 100 persone collegate fossero lì di persona. Poi quando sono rientrata in casa ho trovato palloncini e bomboniere. E sullo schermo, rimasto attivo, i miei amici.  E’ stata una festa, a distanza, ma che è andata avanti fino all’alba».

Terminati i giorni di permesso studio, tre da contratto, giovedì Ludovica è tornata al lavoro, in smart working. 

Per lei, in un batter d’occhio, si sono chiusi i libri di scuola e aperti quelli della vita vera.

m.n.g.

 


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