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Sciopero dei benzinai in A14,
scatta l’allarme dei camionisti
Galanti (Pmia): «Si rischia la rivolta»

FASE 2 - Il segretario nazionale dell'associazione dei trasportatori di fronte alla serrata annunciata da stasera alle 22: «Protestare va bene, ma evitare al massimo di creare ulteriori difficoltà alla collettività che non è controparte ai tavoli romani, ma parte sofferente. Speriamo nella sensibilità di tutti e maggiormente da parte del Governo»
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Un tratto dell’A14 deserto

di Renato Pierantozzi

Sciopero dei benzinai autostradali, scatta l’allarme delle associazioni dei trasportatori. La serrata è in programma dalle ore 22 di oggi (13 maggio) fino a domani è stata indetta dalle sigle Fegica-Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio per denunciare “la condizione di emergenza economica e sanitaria nella quale continuano ad essere lasciate le imprese di gestione”. Tra i camionisti c’è preoccupazione come conferma il segretario nazionale della Pmi-Autotrasporti, l’ascolano Roberto Galanti che torna a denunciare lo stato del settore (leggi l’articolo).

«Speriamo -afferma- in una ragionevole composizione della vertenza e di dare notizie positive e rassicuranti sull’argomento. Questo comunque non ci esime dal fare alcune considerazioni. Da più parti, forse da troppe parti, si sentono e vedono segni di “tensioni sociali”. Per la verità ancora regge, non si sa per quanto ancora, la “pace” di altre categorie e soprattutto quella delle famiglie alle quali deve essere rivolta un’attenzione particolare.

Roberto Galanti

Dopo le proteste dei ristoratori, dei tatuatori, dei bar, delle strutture alberghiere e tanti altri, la notizia di ieri, anche i benzinai in autostrada hanno proclamato lo sciopero. Non sappiamo, al momento, se è rientrata la protesta, ma credo (premesso il sacrosanto diritto e se vogliamo il dovere di contestare), che chiudere le stazioni in autostrada dove attualmente, stante ancora le limitazioni regionali, la maggioranza del traffico è quello dell’autotrasporto, possa essere di poco gusto. E’ un pò come se ai medici in prima linea non vengono consegnate le emergenze necessarie. L’autotrasporto fin dai primi giorni della emergenza, a testa bassa, con senso di responsabilità e come sempre, ha garantito i rifornimenti alimentari e sanitari e forse potrebbe essere la prima delle categorie a doversi lamentare per problemi antichi irrisolti e per quelli che sono aggiunti ora (garanzie dei pagamenti, sistema bancario assurdo, mancanza di liquidità e sicurezza, cassa integrazione…).

Coda in A14

Certo è che un “fermo” dei trasporti oggi darebbe una spinta alla non auspicabile “rivolta”». Galanti, impegnato fino a notte fonda in audizione con la Commissione trasporti del Senato, aggiunge: «L’autotrasporto -afferma- attende ancora che il Governo partorisca il DPCM che doveva essere ad Aprile, poi a Maggio e poi non si sa, elenchi praticamente cosa si deve e cosa si può fare per alleviare la tensione e far ripartire l’economia. Protestare va bene, ma evitare al massimo di creare ulteriori difficoltà alla collettività che non è controparte ai tavoli romani, ma parte sofferente. La nostra non è una presa di posizione, ma una considerazione sui fatti. Speriamo nella sensibilità di tutti e maggiormente da parte del Governo».

 


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