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Palazzo dei Capitani,
esce Pericoli ed entra Procopio:
addio al paesaggio?

OPINIONE - Ad Ascoli l'idea di destinare in maniera permanente il prestigioso palazzo a mostre a tema legate all'ambiente. Così si può creare un brand. L'artista calabro-abruzzese, che ha spesso esposto ad Ascoli, realizzerà opere specifiche legate alla Quintana. Cambio di genere e di livello?
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Tullio Pericoli e Franco De Marco (Foto Vagnoni)

di Franco De Marco

Da Palazzo dei Capitani esce Tullio Pericoli ed entra Pino Procopio. Cambio di artisti e cambio anche di genere e livello artistico. L’Amministrazione comunale ha deciso di tornare all’antico ospitando in questo prestigioso contenitore tutto e tutti senza una identità?

Entro questo mese sarà completamente smontata la mostra di Tullio Pericoli “Forme del Paesaggio 1970-2018” aperta il 22 marzo dell’anno scorso e chiusa, purtroppo, anticipatamente, a seguito del lockdown, rispetto al previsto 3 maggio. Molti ascolani – la maggior parte dei visitatori è risultata di altre regioni italiane e straniera – che magari avevano rimandato la visita alla mostra all’ultimo hanno dovuto rinunciare.

Il giorno dell’inaugurazione di “Forme Del Paesaggio” (Foto Vagnoni)

Questa mostra, curata da Claudio Cerritelli, al di là dell’indiscusso valore internazionale di Tullio Pericoli, ha avuto un grande successo di pubblico (oltre 9.000 visitatori, tante scuole) soprattutto una straordinaria eco sugli organi di informazione, dalle testate più prestigiose alle riviste specializzate, promuovendo in maniera molto marcata il nome di Ascoli. Sono giunti ospiti eccellenti. 

Le 165 opere del Maestro di Colli del Tronto hanno raccontato le mutazioni e la bellezza del paesaggio piceno, marchigiano e universale con straordinaria efficacia. Sono diventate  l’occasione per approfondire, anche con le scuole, il tema della tutela del paesaggio e dell’ambiente. Ecco un aspetto fondamentale.

Palazzo dei Capitani (Foto Vagnoni)

La chiusura anticipata dell’esposizione ha tra l’altro impedito di realizzare alcune iniziative collegate come la mostra dei disegni dei ragazzi che, in tanti, hanno ammirato le opere e, con l’aiuto degli insegnanti, hanno studiato i problemi del paesaggio.

Forse “Forme del paesaggio”, realizzata con l’intervento decisivo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli in collaborazione con il Comune,  poteva essere prorogata ma evidentemente nessuno ci ha pensato, non ha voluto  o non è stato possibile. Le 165 ripartiranno per Milano.

Nel corso dell’estate, da quanto trapela dall’Arengo, nelle sale espositive del Palazzo dei Capitani sarà ospitata una mostra dedicata alla Quintana di Ascoli del pittore, scultore e illustratore Pino Procopio, esponente del figurativismo, nato a Guardavalle in Calabria poi trasferitosi a Giulianova in Abruzzo. Un artista che ha tra l’altro spesso esposto ad Ascoli come nella Galleria Verdesi o nella Tipografia Tacconi.

Pino Procopio

Per questa esposizione, che in qualche modo vuole tenere vivo lo spirito della Quintana di Ascoli colpita anch’essa dal Coronavirus (sarà molto difficile realizzare anche l’edizione di agosto dopo il rinvio di quella di luglio ad ottobre), Pino Procopio ha realizzato opere specifiche. L’anno scorso questo artista un po’ felliniano aveva dipinto il Palio di agosto. E tra lui e la Quintana di Ascoli fu amore.

“Cronache Picene” ha proposto di desinare le sale espositive del Palazzo dei Capitani, dopo la chiusura della “Forme”, a sede stabile di mostre a tema, appunto sul paesaggio, naturalmente con artisti di larga fama in grado di attirare visitatori da tutta Italia e dall’estero.

Il Palio della Quintana di agosto 2019 realizzato da Procopio

L’Amministrazione comunale ha preso in considerazione tale eventualità o ha deciso di ospitare in questo specifico spazio, prestigioso, molto prestigioso mostre d’arte di vario genere  e di ogni livello come un tempo?

A nostro modesto avviso dedicare lo storico edificio a mostre, incontri, dibattiti, conferenze e studi sul paesaggio, farne un centro permanente di riflessione e studio sul paesaggio, può essere una strada per dare una forte identità evitando il generico e il casuale (ci sono tanti altri contenitori) individuando nello stesso tempo un “brand” turistico sul quale il sindaco ha più volte detto di voler puntare.


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