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Scm Int, la start up ascolana
che abbatte il rumore in giro per il mondo

ASCOLI - L'azienda è specializzata nella realizzazione di moduli insonorizzati in grado di abbattere le emissioni di generatori presenti all'interno di piattaforme petrolifere o realtà industriali nazionali. C'è però la difficoltà a reperire professionalità specializzate
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La sede della Scm Int in zona industriale (Area Marini)

di Renato Pierantozzi

Anche da un iniziale foglio bianco può nascere poi un concentrato di tecnologia e precisione meccanica in grado di insonorizzare generatori e gruppi elettrogeni di colossi mondiali dell’oil&gas (campi o piattaforme petrolifere) o aziende italiane. E’ il core business  della start up ascolana Scm Int nata dalla sfida di 4 giovani imprenditori (Valeriano Manni, Alessandro Neroni, Massimiliano Iavarone e Mauro Marziali) con alle spalle importanti esperienze sul campo. E così dal quartier generale in zona industriale (ex Area Marini) enormi gru e camion adibiti a trasporti eccezionali consegnano in tutto il mondo i moduli realizzati dalla società ascolana. «Ci siamo messi in gioco -dice Valeriano Manni, founder e project manager di Scm Int- alla soglia dei 40 anni per una sfida ambiziosa in un settore molto di nicchia, ma che “tira”. Anche durante la fase di “lockdown”, nonostante la sofferenza generalizzata, abbiamo avuto buone prospettive per il futuro».

Manni, come si sviluppa il vostro lavoro?

«Si parte da un foglio bianco dove recepiamo le indicazioni progettuali del cliente che deve realizzare un impianto di insonorizzazione che può  andare da macchine da pochi kw ad impianti molto grandi da realizzare direttamente in sito. Tutto quanto rispettando norme, autorizzazioni e limiti di legge e venendo costantemente controllati da ispettori terzi come nel caso degli impianti petroliferi».

A che clientela vi rivolgete?

«Le aree di business sono sostanzialmente due: il mercato italiano fatto di impianti di cogenerazione e quello internazionale dell’oil&gas. Abbiamo tra i clienti colossi petroliferi arabi e russi e importanti contatti anche in Svizzera. Oltre ai quattro soci abbiamo tre dipendenti oltre a tecnici e ditte esterne specializzate per le lavorazioni che servono per ogni singola commessa. A livello territoriale c’è qualche problema nel reperire personale specializzato nelle lavorazioni meccaniche che facciamo oltre a difficoltà di connessioni internet veloci durante la fase di lockdown. E’ stato difficile fare anche le presentazioni in videoconferenza! Speriamo preso nell’arrivo della fibra anche nella zona industriale»

 

 


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