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Caso Papa Waigo
ancora irrisolto:
l’Ascoli Calcio aspetta
mezzo milione dagli arabi

CALCIO - Il senegalese se ne andò nel 2012. Pur condannata dal Tas di Losanna, l'Al-Wahda non ha mai pagato. Vigila la curatela fallimentare
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Papa Waigo dopo un gol al “Del Duca”

di Bruno Ferretti

Ricordate Papà Waigo? L’attaccante senegalese che nel campionato 2011-2012 ha giocato nell’Ascoli, prima sotto la guida di Castori e poi di Silva. Fu determinante per la salvezza con 15 gol in 40 partite. Aveva 28 anni e una buona valutazione di mercato: l’Ascoli, invece, un’opzione per altri due anni di contratto. Opzione che esercitò entro i termini.

Vero è che l’incredibile senegalese non si presentò al successivo raduno precampionato e se ne andò senza avvisare nessuno. Una vera e propria fuga quella di Papa Waigo che voltò le spalle all’Ascoli andando a giocare nell’Al-Wahda, negli Emirati Arabi, attratto da un più ricco ingaggio. Lasciò ad Ascoli anche due figli in tenera età e la giovane moglie che, per arrangiarsi, andò a fare la commessa in un bar.

L’Ascoli avrebbe avuto diritto al pagamento in base ai parametri internazionali. Niente da fare. Gli arabi dell’Al-Wahda se ne sono ben guardati dal farlo. Papa Waigo da allora ha cambiato squadra ogni anno ma, ormai a fine carriera, non ha più brillato come aveva fatto ad Ascoli.

La società bianconera, dopo qualche anno di vana attesa, ha inoltrato ricorso al Tas di Losanna, il massimo organo europeo della giustizia sportiva. Ci sono state ben due sentenze favorevoli all’Ascoli per un pagamento di 500.000 euro. Sono trascorsi un paio di anni ma la cifra non è mai pervenuta in corso Vittorio.

E più passa il tempo e più cresce un dubbio: ottenere il giusto pagamento di Papa Waigo, seppur sancito dall’organo di giustizia dell’Uefa, diventa quasi impossibile nonostante la marcatura stretta della curatela fallimentare composta dall’avvocato Walter Gibellieri e dai commercialisti Emidio Verdecchia e Franco Zazzetta.


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