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Il Cross Training della “Towers”, tra fatica e voglia di ripartire

ASCOLI - Rimanere in forma, stare bene con sé stessi, ma soprattutto divertirsi. Sono questi i cardini della Towers, la palestra che si appresta a riaprire i battenti lunedì 25 maggio, dopo oltre due mesi di forzata inattività. Guido De Vincentis, coach e responsabile tecnico: «I nostri ragazzi si faranno trovare pronti»
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Salvador Spadaro e Guido De Vincentis

di Federico Ameli

Lo sport più popolare al mondo? Che domande, il calcio.  Ventidue persone che rincorrono un pallone in grado da sempre di far innamorare grandi e piccini, un pallone che da oltre un secolo continua a fare breccia nei cuori di milioni di appassionati, anche nel nostro territorio. Eppure, tra bianconeri, rossoblù e più o meno accaniti sostenitori della miriade di formazioni locali che ogni sabato si danno – o meglio, si davano – battaglia sui campi del Piceno, si celano splendide realtà poco conosciute ai più. Un mondo sommerso, fatto di sport “minori” – sulla carta – e di storie che “L’altro sport”, una delle nuove rubriche di Cronache Picene, intende approfondire dialogando con gli esperti del settore.

In questo primo appuntamento abbiamo cercato di portare agli estremi il concetto di sport generalmente inteso, andando a parlare di una particolare disciplina sportiva che negli ultimi anni ha saputo farsi strada nelle palestre di tutto il mondo, il Cross Training. L’abbiamo fatto in compagnia di Guido De Vincentis, volto noto dello sport ascolano nonché responsabile tecnico e coach della Towers, l’associazione sportiva dilettantistica ascolana che da sei anni ormai contribuisce alla diffusione e alla crescita del movimento nella nostra città.

Guido, come nasce la passione per il Cross Training?

«Io e Salvador Spataro, coach e presidente dell’associazione, siamo cresciuti nel mondo dello sport e nel 2014, quando siamo venuti a contatto per la prima volta con il Cross Training, abbiamo subito intuito le potenzialità di questa disciplina. Nel giro di un anno abbiamo ottenuto l’abilitazione, per poi iniziare ad allenarci in alcune strutture sportive della provincia, prima di trasferirci in via de Dominicis, che da settembre 2019 è la nostra nuova casa».

Un vero e proprio amore a prima vista quello tra Guido e il Cross Training, che il coach non esita a definire «la disciplina più adatta a questi tempi. Nasce infatti come allenamento fisico finalizzato ad affrontare nel miglior modo possibile i problemi, fisici e non, della vita di tutti i giorni. Un allenamento a 360° gradi, l’ideale in una società come la nostra».

Quali sono i principi del Cross Training e in cosa secondo te si differenzia dall’attività delle palestre che tutti conosciamo?

«Il nostro sport nasce per migliorare lo stato di salute del corpo e ottimizzare la competenza di ognuno di noi nelle dieci categorie del fitness. Te ne dico alcune: capacità cardiorespiratoria, resistenza, forza, equilibrio, coordinazione. L’obiettivo viene raggiunto grazie a un allenamento che comprende esercizi che si ispirano a discipline diverse e che, integrati tra loro, consentono di raggiungere dei risultati che non si fermano al lato estetico. Il punto di partenza di ogni allenamento è sempre il nostro corpo, per poi passare ad attrezzi come la corda, la kettlebell e il bilanciere».

«Ciò che secondo me distingue il Cross Training dalla tradizionale palestra» prosegue De Vincentis «è l’assenza di una routine predefinita di allenamento e l’affiancamento costante dei coach nel corso delle lezioni: i nostri allievi sanno di poter contare sulla preparazione e sull’esperienza di noi allenatori, che seguiamo da vicino i ragazzi e ogni giorno elaboriamo programmi di allenamento differenziati e sempre nuovi, ovviamente nei limiti del possibile. Più che limitarci ad allenare, cerchiamo di insegnare agli altri ad allenarsi e a migliorare giorno dopo giorno. L’ingrediente che non deve mai mancare è il divertimento e variare tipologia di esercizio aiuta a tenere lontano lo stress e in un certo senso anche la fatica».

Che il vostro sia uno sport alla portata di tutti è solo uno slogan o c’è dell’altro? Immagino che non sia semplice far coesistere nuovi arrivati e atleti già formati.

«Sembrerà una risposta scontata, ma in realtà il Cross Training è davvero alla portata di tutti, molto più di quanto possa sembrare. I nostri associati hanno dai 14 ai 70 anni, quindi non ne farei una questione di età. Il nodo cruciale è la mobilità articolare. È fondamentale comprendere le esigenze di chiunque metta piede per la prima volta nel nostro box: come è facile immaginare, un atleta che ha sempre praticato sport partirà da un livello diverso da un suo coetaneo che conduce una vita perlopiù sedentaria. Il bello della nostra disciplina, però, è che ogni esercizio prevede diversi livelli di difficoltà, dal più semplice al più avanzato, e all’interno di un’unica classe i più navigati non risparmiano mai consigli preziosi ai nuovi arrivati. Ci si aiuta l’uno con l’altro, proprio come in una grande famiglia».

Esiste un circuito competitivo per gli atleti particolarmente brillanti?

«Sì, nel corso della stagione abbiamo preso parte a due gare, a Chieti e L’Aquila, dove i nostri ragazzi hanno conseguito ottimi risultati. Purtroppo, il Coronavirus ha inevitabilmente colpito anche il nostro settore, costringendo gli organizzatori a rinviare altre due competizioni in programma in questo periodo».

A proposito di emergenza sanitaria, come avete vissuto queste settimane di lockdown?

«Non te lo nascondo, non è stato un momento facile per noi, così come più in generale per il nostro Paese. In una situazione del genere, nel nostro piccolo abbiamo pensato che cercare di riportare un po’ di quotidianità nelle case dei nostri ragazzi fosse la cosa giusta da fare. Per questo motivo, oltre a congelare gli abbonamenti in attesa di tempi migliori, abbiamo continuato a elaborare programmi di allenamento da svolgere in casa. Tre sessioni a settimana, spiegate nel dettaglio dal nostro Salvador grazie a dei video illustrativi sul nostro gruppo Whatsapp, in modo da consentire ai nostri associati di proseguire nel proprio percorso di allenamento e di liberare la mente, anche solo per un’oretta, dal nuovo stile di vita imposto dalla quarantena».

Ora è ufficiale, lunedì 25 maggio si torna in palestra. Quali misure di sicurezza avete adottato per la ripresa dell’attività sportiva?

«Potrà sembrare retorica, ma la priorità è quella di garantire la salute dei nostri ragazzi. È in quest’ottica che, sfruttando la moderna tecnologia, ci serviremo di APP-Palestre, un’applicazione scaricabile su tablet e smartphone, per programmare i prossimi allenamenti. Tramite l’app è già possibile prenotare il proprio posto nella fascia oraria di preferenza, evitando così sovraffollamenti di sorta. Stiamo provvedendo ad installare all’ingresso del box un dispenser di gel sanificante per disinfettare mani e attrezzatura dopo ogni utilizzo. Inoltre, forniremo a ognuno dei nostri allievi uno spazio di lavoro dedicato, del disinfettante e un rotolo di carta. Consigliamo caldamente di munirsi di guanti idonei – non sarà possibile servirsi della magnesite che usiamo solitamente – e di portare con sé un materassino per uso personale. Per quanto riguarda invece l’utilizzo degli spogliatoi, la Federazione Italiana Pesistica, a cui siamo affiliati, suggerisce un limite di due persone per panca: sarà possibile fare la doccia in palestra, ovviamente con le dovute accortezze. Forse non sarà come prima, almeno per i primi tempi, ma non vediamo l’ora di tornare a casa».

 

 

 

 

 

 

 


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