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Ascoli Calcio,
tutti negativi i tamponi
di giocatori e staff tecnico
Mancano all’appello
Ninkovic e Ranieri

SERIE B - I bianconeri pronti per riprendere gli allenamenti collettivi, forse da giovedì 28 maggio. La complessità del protocollo rende ancora incerta l’eventuale data di ripartenza del campionato
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Il Picchio Village

di Bruno Ferretti

Ottime notizie per l’Ascoli sul fronte sanitario. Nessun calciatore sottoposto a tampone di verifica è risultato positivo e pertanto tutti potranno riprendere gli allenamenti collettivi, presumibilmente da giovedì prossimo 28 maggio, giorno fissato dalla Federazione per stabilire la ripresa dei campionati. Stesso discorso per lo staff tecnico e gli addetti ai lavori.

ASSENTI – Mancano solo le risposte di Nikola Ninkovic (deve ancora rientrare dalla Serbia) e del difensore Luca Ranieri (non è ancora tornato da La Spezia). Quest’ultimo, come noto, è stato ingaggiato a gennaio in prestito dalla Fiorentina, ma nei minuti finali dell’unica partita disputata (a Livorno) si è infortunato al malleolo ed è stato sottoposto ad intervento chirurgico. Ora ha perfettamente recuperato ed è in grado di svolgere gli allenamenti.

Nazzareno Salvatori, il preparatore atletico

STAFF – Lo staff tecnico che lavora con Abascal è formato da Carlos Valle (vice allenatore), Nazzareno Salvatori (recupero infortunati), Paolo Artico (preparatore atletico). Quest’ultimo è giunto ad Ascoli con Stellone e a differenza degli altri non è stato esonerato restando a disposizione della società bianconera. Ninkovic una volta rientrato ad Ascoli, prima di riprendere gli allenamenti, dovrà sottoporsi a quarantena.

STIPENDI – Fino a giovedì i bianconeri disputeranno sedute individuali al Picchio Village mentre continuano le trattative con la società il taglio degli stipendi. Ognuno, infatti, dovrà rinunciare a qualcosa (si parla di una o due mensilità) visto che le partite si disputeranno comunque a porte chiuse e quindi senza incassi.

RIPRESA – Sulla effettiva ripresa del campionato esistono ancora dubbi perché il protocollo stabilito con la Federazione contiene norme assai restrittive che non tutte le società di Serie B sono in grado di rispettare. Ci sono anche problemi di ordine economico perché tali norme prevedono spese non indifferenti, tutte a carico delle società.

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