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Ripartono i Centri estivi:
l’Arengo detta le regole

ASCOLI - L'Amministrazione comunale ha pubblicato un avviso rivolto ad imprese ed associazioni interessate a presentare progetti per realizzare i campus che possono essere finanziati anche con il bonus baby sitter
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di Renato Pierantozzi

Si lavora per cercare di far tornare a una pseudo normalità  i ragazzi ascolani senza scuola e spazi di aggregazione ormai da marzo. Il Comune di Ascoli, in particolare, ha fissato le regole per l’organizzazione dei centri estivi che possono essere finanziati anche con il bonus baby sitter dello Stato.

L’assessore al welfare Massimiliano Brugni

In particolare l’Arengo ha pubblicato una avviso sul proprio sito “rivolto a tutti i soggetti pubblici e privati (enti del terzo settore, imprese, cooperative, ecc.), interessati a realizzare nel Comune di Ascoli Piceno centri estivi per l’estate 2020, a presentare un progetto organizzativo del servizio offerto, coerente con tutti gli orientamenti contenuti nelle linee guida approvate dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia – Presidenza del Consiglio dei Ministri”. Le domande scadono il 20 giugno. Già importanti imprenditori cittadini e rappresentanti di associazioni (come Stefano De Angelis di Giocamondo e Cristian Mosca di Fly) hanno manifestato l’intenzione di organizzare i centri estivi.

Stefano De Angelis

Le linee guida tuttavia sono molto rigide. Prevedono, ad esempio, l’accesso per fasce d’età (3-5 anni, 6-11 anni, 12-17 anni) in piccoli gruppi in una pluralità di spazi con abbondante aerazione se al chiuso. In campo ci dovranno essere un operatore ogni 5 bambini più piccoli che salgono a 1 ogni 7 e 1 ogni 10 per le fasce dei più grandi. Scontate poi le misure di sicurezza per la sanificazione e l’igienizzazione di ambienti e persone come del resto siamo abituati a fare ormai da mesi.

Inoltre viene specificato che “tutto il personale, professionale e volontario, deve essere formato sui temi della prevenzione di COVID-19, nonché per gli aspetti di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e delle misure di igiene e sanificazione”.

L’arrivo e il ritorno a casa dei bambini dovrà avvenire senza la formazione di assembramenti con l’attivazione, all’ingresso, di una sorta di “triage” (come avviene all’ospedale) dove gli operatori dovranno chiedere ai genitori se il bambino sia stato male in  precedenza (febbre, tosse o difficoltà respiratorie) o, in alternativa, procedere alla misurazione della temperatura.

 


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