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La movida ad Ascoli
I richiami all’ordine
stavolta hanno funzionato:
tutti promossi alla prova d’appello

ASCOLI - Dopo il primo sabato sera da autentico Far West, e dopo l'intervento delle istituzioni, situazione decisamente migliorata e più tranquilla nelle vie e piazze del centro della città, grazie anche ad un'affluenza minore. Responsabilizzati i titolari e i gestori dei locali. Ma fra giovani e giovanissimi fatica a decollare il distanziamento sociale
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Piazza del Popolo: sabato sera 30 maggio

foto e testo di Andrea Pietrzela

Se ieri sera, sabato 30 maggio, fossimo capitati tra le vie del centro storico senza sapere della pandemia, mascherine a parte sarebbe sembrato un tranquillo sabato sera come tanti altri. Tanti tavolini dei locali erano occupati, le logge affollate, le comitive di ragazzi (un po’ troppo) compatte nell’attraversare la piazza. E non tutti con la mascherina – ricordiamo che all’aperto non è obbligatoria – in volto. Ma nulla a che vedere con la serata quasi da notte bianca del primo sabato sera post lockdown.

LOCALI OK – Il richiamo del sabato sera è stato meno intenso nel secondo weekend di “libertà”, complici sia il fatto che il ritorno in piazza era già stato metabolizzato, sia la probabilità di pioggia – scesa sempre di più durante la serata – e le raffiche di vento (6 km/h). La minore affluenza di giovani ha sicuramente facilitato il lavoro delle forze dell’ordine, ieri sera operative con controlli intensificati dopo il summit in prefettura di qualche giorno fa con il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Fortunatamente, questo giro di controlli serrati è stato assistiti dall’ottimo lavoro di tutti i locali: bar e pub hanno fatto rispettare al loro interno rigide regole di sicurezza anti contagio. Tutti con il gel disinfettante rigorosamente all’ingresso, i dipendenti “mascherati” e gli ingressi scaglionati e controllati con perizia. Tavolini all’esterno affollati, ma da massimo 2-3 persone e distanziati tra loro.

Ore 20,30: già in funzione i controlli di Carabinieri e vigilanza privata

SETTIMANA DI FUOCO – Questo aspetto era un po’ mancato sabato scorso, quando di fronte al primo sabato sera di attività di tanti commercianti le istituzioni avevano scelto di agire utilizzando soltanto «cartellino giallo», per citare le parole del sindaco Marco Fioravanti. Ma in settimana la musica è cambiata e ieri sera si è visto. Pochi giorni fa, il questore di Ascoli Paolo Maria Pompolio aveva rilevato che sabato scorso era scesa in campo, o meglio in piazza, anche la Polizia Scientifica, con l’obiettivo di raccogliere prove fotografiche di potenziali situazioni di rischio in vista di eventuali provvedimenti. Inoltre, Confcommercio e Confesercenti hanno dovuto rassicurare in videocall il prefetto di Ascoli, Rita Stentella, riguardo la sensibilizzazione degli esercenti sulle misure anti contagio, misure da prendere nel loro stesso interesse per non ricevere una multa salata o far cessare temporaneamente l’attività. E così è stato: nel secondo sabato di movida ascolana, le regole sono state rispettate.

Ragazzi poco distanziati in via del Trivio

POCA DISTANZA – Regole rispettate dai locali, un po’ meno dai clienti. Dobbiamo segnalare, purtroppo, che nella testa dei più giovani fatica a prendere piede l’idea del distanziamento sociale. In tanti non hanno ancora capito che in gioco c’è la salute di tutti. Gruppi di ragazzi, sia nelle piazze sia in alcuni punti di transito strategici come ad esempio è l’intera via del Trivio, faticano a mantenere la distanza di sicurezza e procedono a passo spedito tutti uniti, felici e contenti, qualcuno anche senza mascherina nonostante venga meno il metro di distanza. Insomma, è inutile girarci intorno: fuori dalla giurisdizione del locale, le regole di distanziamento sociale spesso non sono state rispettate. Gli esercenti garantiscono la sicurezza all’interno della loro attività, ma non possono intervenire anche all’esterno se non rispettando le regole di disposizione dei tavolini.

Il secondo sabato sera post lockdown è stato un successo in confronto al primo, ma non è tutto oro quello che luccica: se il cambiamento di abitudini non parte da ognuno di noi, tutte le regole e tutte le misure di sicurezza rischiano di diventare soltanto uno specchietto per le allodole. Ricordiamo e ribadiamo ancora una volta che in gioco c’è la salute di tutti.

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