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Nel calderone non manca niente

ASCOLI - Intervento-raffica dei consiglieri comunali di "Ascolto & Partecipazione" Emidio Nardini e Antonio Canzian. Destinatario dei loro strali, manco a dirlo, il sindaco Marco Fioravanti
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di Andrea Ferretti

I buoni spesa, le sanificazioni, i tricolori proiettati, la fonica, le dirette sui social, le mascherine. Emidio Nardini e Antonio Canzian, consiglieri comunali di “Ascolto & Partecipazione” hanno preso appunti per bene.

Non hanno tralasciato nulla di ciò che è avvenuto durante la fase 1 e anche durante questa fase 2 coincisa con riaperture e ripartenze.

Di tempo i due medici ne hanno avuto, in effetti, e nel loro intervento non si limitano a questo. Sempre polemicamente, e con destinatario sempre il sindaco Marco Fioravanti, aggiungono anche le condizioni delle strade cittadine, i parchi, le panchine, le staccionate, le barriere architettoniche, le scuole e le verifiche sismiche, i fondi per sostenere le famiglie in difficoltà, il ponte sul Tronto, la Curva Sud dello stadio “Del Duca”.

Nel calderone, insomma, c’è proprio di tutto.

Perfino un richiamo finale, come da copione, a Guido Castelli, predecessore di Fioravanti all’Arengo.

Antonio Canzian e Emidio Nardini

Questo il testo integrale del loro intervento:

«Riguardo l’emergenza Covid-19, ad Ascoli fortunatamente i casi di contagio sono stati pochi ed oltre al lockdown non sono serviti altri provvedimenti specifici oltre a quelli emanati e finanziati dal Governo centrale (buoni spesa, sanificazioni, ecc.). Ciononostante, le iniziative anti Coronavirus intraprese dall’Amministrazione comunale, sono state una sorta di nuova campagna elettorale con camion munito di tricolore e fonica in giro per la città, dirette tramite facebook, whatsapp, instagram con l’immagine del sindaco ed il suo logo usati in campagna elettorale.

Sono state recapitate due mascherine chirurgiche a famiglia (peraltro non proprio delle migliori) accompagnate da una lettera della quale non si è capita la necessità visto che non parlava delle problematiche dell’epidemia.

Altro provvedimento adottato è stato quello del tricolore proiettato sulla facciata principale del Palazzo dei Capitani e sulla statua del Cristo Redentore sulla collina del Sacro Cuore.

Siamo sempre favorevoli ad esporre il Tricolore (anche il 25 Aprile caro sindaco!), ma converrà che i riflettori su monumenti e statue non hanno nulla a che vedere col Coronavirus così come le immagini dei sestieri stampate sulle mascherine.

Anche in questi casi si poteva evitare la spesa, magari utilizzando quei fondi per sostenere le famiglie in difficoltà o per cercare di dare un minimo di dignità ad una città in continuo degrado.

Le strade continuano ad assomigliare sempre più a percorsi da rally che a vie cittadine, i parchi sono come savane, i giardini pubblici con panchine fatiscenti e staccionate divelte appaiono più campi di battaglia che luoghi di relax, la città è pressoché inaccessibile ai disabili a causa delle numerose barriere architettoniche.

Un velo pietoso lo stendiamo sulla condizione delle scuole riguardo le verifiche antisismiche.

A proposito di terremoto, tra una scuola media del quartiere più popolato della città e una curva dello stadio, entrambe terremotate, a chi viene data la priorità?

Ma è risaputo che per la destra la cultura non porta voti, il tifo sì.

Pertanto è normale privilegiare gli ultras a scapito della sicurezza degli studenti.

Per Monticelli, l’attuale primo cittadino, in continuità con il suo predecessore, ha altri progetti e altre priorità: non le scuole, i parchi, le palestre le biblioteche, ma un bel ponte sul fiume Tronto, più funzionale ad attività private che alla pubblica utilità».


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