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Il quadro di Santa Lucia
scomparso oltre 60 anni fa
torna nella chiesa di Cepparano

ASCOLI - La sua sparizione non era mai stata denunciata. Ritrovato dai Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Ancona. Decisivi l’antico libro consultato da don Umberto Puglia e il nitido ricordo di due sorelle oggi ottantenni. Riconsegnato alla Diocesi di Ascoli
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I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona, che hanno competenza su Marche e Abruzzo presentano i dati del 2019. Un numero che da solo spiega l’impegno dei militari dell’Arma: 1.635 beni recuperati per un valore di oltre due milioni e mezzo di euro.

Il quadro recuperato di Santa Lucia

Nel dettaglio: 9 verifiche della sicurezza nei musei, biblioteche e archivi; 42 controlli di aree archeologiche; 70 controlli di aree paesaggistiche; 77 controlli di esercizi antiquariali; 59 controlli di mercati e fiere antiquariali.

In sensibile diminuzione i furti di beni d’arte nei musei, luoghi espositivi pubblici o privati, luoghi di culto, archivi e biblioteche e luoghi di privati. Tra Marche e Abruzzo i furti nel 2018 erano stati infatti 58, mentre nel 2019 son stati solo 16. E’ anche il risultato della collaborazione instaurata dai Carabinieri con i funzionari delle Soprintendenze Archeologia Belle Arti e Paesaggio-Archivistica e bibliografica.

Fondamentale in alcuni casi anche il ruolo di molti cittadini che hanno fornito ai Carabinieri un prezioso supporto soprattutto in fase preventiva. Inoltre i Carabinieri del TPC di Ancona, in collaborazione con i colleghi de vari territori di competenza, hanno sensibilizzato ordini professionali, associazioni di volontariato ed enti locali. Non solo, ma c’è stata anche una significativa presenza nelle scuole di ogni ordine e grado con la realizzazione di veri e propri progetti di collaborazione, attivati e sviluppati di concerto con dirigenti scolastici e insegnanti.

Ancora numeri: 123 persone denunciate a piede libero di cui 32 per reati in danno del paesaggio; recuperati 242 beni antiquariali, archivistici e librari, 1.344 reperti archeologici (830 interi e 514 frammenti), 42 reperti paleontologici, sequestrate 7 opere d’arte contemporanea contraffate.

Tra le operazioni dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, va ricordato la complessa indagine condotta in collaborazione con i colleghi delle Stazioni di Venarotta e di Monterubbiano (Fermo) quando venne rinvenuto e sequestrato un dipinto olio su tela raffigurante Santa Lucia.

Da indagini eseguite, è stato appurato che si trattava di un dipinto olio su tela delle dimensioni di 90×65, asportato negli anni ‘60 del secolo scorso dalla chiesa Santissima Annunziata situata a Cepparano, frazione di Venarotta, senza peraltro fosse mai stata sporta denuncia.

Un particolare del dipinto

Un aiuto decisivo è stato qullo del parroco don Umberto Puglia il quale, consultando il “libro dei conti della Confraternita del SS Sacramento”, ha accertato che nel 1833 fu affidato l’incarico ad un pittore, tale Marini, di ritrarre un quadro di Santa Lucia per un compenso pari a 2 scudi. Inoltre nello stesso periodo venne dato mandato ad un intagliatore, tale Rinaldo, di realizzare una cornice per lo stesso quadro.

Del quadro tuttavia non era presente nessuna riproduzione fotografica, ma molti abitanti di Cepparano lo ricordavano bene, poiché collocato nell’unica navata della chiesa, in corrispondenza delle scale che conducono alla cripta. Alcuni anziani del luogo lo hanno riconosciuto senza ombra di dubbio, in particolare due sorelle, ora ottantenni, che hanno ricordato di quando la loro nonna, non vedente, pregava sempre quell’immagine della protettrice degli occhi.

Altro elemento ulteriore è stato un antico affresco nella parete opposta a quella dove c’era il quadro. Riproduce Santa Lucia, e la tela ritrovata è molto simile all’immagine dell’affresco, per cui non si esclude che la Confraternita commissionò il dipinto per conservare la memoria dell’affresco che si stava deteriorando.

La Procura della Repubblica di Fermo, che ha coordinato le indagini, ha disposto la restituzione del quadro alla Diocesi di Ascoli, che sta provvedendo al suo restauro per poi farlo tornare nella chiesa dove venne asportato oltre sessant’anni fa.


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