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Festa della Repubblica
con mascherine e distanziamento
Una cerimonia sempre emozionante

ASCOLI - Dopo la "buonanotte" della movida, a dare la sveglia agli ascolani ci hanno pensato l'Inno di Mameli e la tromba della Fanfara dei Bersaglieri che ha intonato il "Silenzio". In occasione del 2 Giugno, entrambi hanno echeggiato nella suggestiva atmosfera che anche quest'anno si è creata a Piazza Roma, davanti al monumento ai Caduti
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di Andrea Ferretti

(fotoservizio di Andrea Vagnoni)

Ascoli si è addormentata con la movida e si è svegliata con la Festa della Repubblica. Dal profano al sacro nel giro di qualche ora. Capita anche questo. La Festa del tricolore è stata celebrata, stavolta forse ancora più sentita che mai, con mascherine e distanziamento, le “novità” imposte dal Coronavirus.

Il prefetto Rita Stentella mentre legge il discorso del Presidente della Repubblica

Puntuale, e come da protocollo, la cerimonia è scattata alle ore 10 quando ha fatto il suo ingresso in Piazza Roma, proveniente dalla vicina Piazza Simonetti, sede del Palazzo del Governo, il prefetto Rita Stentella. La massima autorità dello Stato sul territorio si è posizionata davanti alle autorità (civili, militari e religiose) presenti – tutti rigorosamente con mascherine, di vario colore, ma comunque mascherine – mentre il capo di gabinetto della Prefettura, il vice prefetto aggiunto Giuseppe Dinardo (ora anche commissario prefettizio al Comune di Cossignano, dove si è recato al termine della cerimonia per presenziare anche lì il 2 Giugno), ha dato ufficialmente il via al protocollo.

Dopo la deposizione della corona d’alloro al monumento ai Caduti (portata da due poliziotte), è risuonato l’Inno di Mameli, stavolta irradiato da un amplificatore e non dalla Fanfara dei Bersaglieri. Comunque suggestivo e commovente, anche perchè cantato dalla superba voce di Ilaria Roscioli, soprano sambenedettese che vive ad Ascoli.

Subito dopo è stata la volta del “Silenzio”: note struggenti uscite fuori dalla tromba e dai polmoni di un trombettiere della Fanfara dei Bersaglieri di Ascoli. C’era solo lui, ovviamente nel rispetto del distanziamento, così come erano presenti solo i gonfalonieri delle varie associazioni combattentistiche e d’arma, oltre a quello della sezione ascolana dell’Associazione partigiani d’Italia (Anpi).

Ciro Niglio, comandante provinciale dei Carabinieri

In prima fila, come sempre, i gonfaloni di Provincia e Comune di Ascoli, entrambi medagliati al valor militare per attività partigiana, un particolare non proprio di secondo piano nel giorno in cui si celebra la Festa della Repubblica. Accanto a loro, il presidente della Provincia Sergio Fabiani e il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, con addosso il tricolore della fascia che faceva pendant con quello della mascherina.

Non mancava proprio nessuno: il questore Paolo Maria Pomponio, i comandanti provinciali di Carabinieri (colonnello Ciro Niglio), Guardia di Finanza (colonello Michele Iadarola), quello della Capitaneria di Porto di San Benedetto (Mauro Colarossi) dei Vigili del fuoco, della Polizia Municipale di Ascoli (Patrizia Celani), della Polizia Penitenziaria della casa circondariale del Marino.

Il sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti

A rappresentare il Governo, il senatore Giorgio Fede e l’onorevole Roberto Cataldi, la vice presidente della Regione Marche, Anna Casini, poi il vescovo di Ascoli Giovanni D’Ercole, per il Consiglio comunale di Ascoli il presidente Alessandro Bono, alcuni assessori e consiglieri, quindi il direttore generale di Area Vasta 5 Cesare Milani con il direttore del servizio igiene e salute pubblica (Sisp) Claudio Angelini, e la presidente della Croce Rossa di Ascoli Cristiana Biancucci.

Presenti alcune decine di cittadini, distanziati ma presenti, che hanno applaudito l’Inno d’Italia e poi, al termine, il discorso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, letto dal prefetto Stentella.

A controllare che tutto si svolgesse regolarmente, e nel rispetto delle regole, sparsi qua e là rappresentanti delle forze dell’ordine, in divisa e in borghese. Quelli che si sono dati il cambio con i colleghi che hanno seguito fino alle ore piccole la movida nel centro della città. A vigilare sul traffico (deviazione obgligatoria per via Pretoriana) la Municipale di Ascoli.

E alla fine tutti al Caffè Meletti per un aperitivo offerto dal prefetto.

LA FOTOGALLERY DI ANDREA VAGNONI

 


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