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Matrimoni, gli operatori alla Regione:
«Un tavolo di confronto per ripartire»

OLTRE 110 aziende marchigiane del settore wedding hanno inviato una petizione al governatore Ceriscioli e all’assessore Pieroni. Chiedono un protocollo in grado di far riprendere le cerimonie in sicurezza: «Siamo pronti al dialogo e a fare la nostra parte»
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di Laura Boccanera

Matrimoni nella fase 2, gli operatori del settore wedding chiedono alla Regione di istituire un comitato tecnico per riprendere le attività e la celebrazione delle feste. Nel giorno in cui il Gores ha annunciato l’assenza di nuovi contagi su poco più di 300 tamponi effettuati nelle Marche, a Palazzo Raffaello è arrivata la richiesta sottoscritta da oltre 110 aziende, da Pesaro ad Ascoli, passando per Maceratese e Fermano.

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Riccardo Castellani

La  petizione inviata al presidente della Regione Luca Ceriscioli e all’assessore Moreno Pieroni chiede che si avvii un ragionamento sulla ripresa di banchetti e cerimonie. Il settore al momento è al palo, ma è pronto a ripartire e tantissimi sono i matrimoni che sono stati rinviati di un anno proprio per l’impossibilità di celebrare degnamente con festa e pranzo o cena al ristorante il giorno più bello.

La lettera, firmata da tutti gli operatori del wedding delle Marche, richiede la convocazione di un tavolo straordinario di confronto finalizzato ad istituire un comitato tecnico scientifico che sancisca, in virtù dell’andamento epidemiologico, regole, comportamenti e misure per la gestione degli eventi nuziali nella fase due e il rilancio dell’intera filiera.

Il rischio infatti è di veder vanificato un anno intero di lavoro e le ripercussioni potrebbero durare anche di più visto che solitamente il periodo scelto per le nozze è limitato ai mesi che vanno da maggio ad ottobre. C’è un intero indotto che gira attorno al mondo del wedding: sale da convivio, catering, bomboniere, viaggi, abiti, calzature, oggettistica, musica e spettacolo, gioielli, addobbi floreali, fotografi. Da qui la richiesta di un tavolo per poter soddisfare le richieste e capire come poter riprendere le attività e aiutare i tanti sposi che sono pronti a ricominciare i preparativi.

«Questo 2020 si annunciava come uno degli anni migliori per noi – spiega Riccardo Castellani di Villa Castellani a Mogliano (Macerata), tra i promotori della petizione – con molte richieste e le aspettative erano alte. Ripartire in sicurezza garantirebbe di non buttare totalmente questo anno. Un protocollo, che pur con delle limitazioni consentirà alle coppie di sposarsi e fare una festa con parenti e conoscenti nei range del distanziamento, consentirebbe di ricominciare. Ma se vogliamo salvare la stagione dobbiamo farlo adesso che ancora c’è un mese circa per i preparativi, il tempo necessario alle coppie per riorganizzarsi. Altre regioni stanno ragionando su questo orientamento e siamo pronti al dialogo e a dare il nostro contributo per ciò che può servire a tutelare tutti ».

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