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Piazza Sant’Agostino,
travertino ancora dimenticato
Continua l’invasione della pietra grigia

ASCOLI - La riqualificazione di un altro gioiello del centro storico riapre il dibattito se è meglio utilizzare il materiale locale, anche per questioni estetiche, oppure quello "straniero". Pro e contro. Questione anche di costi. Solo piazza del Popolo e piazza Ventidio Basso oggi hanno una pavimentazione di travertino ascolano
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di Franco De Marco

I lavori in piazza Sant’Agostino

Ascoli città del travertino per eccellenza? Certamente. Lo dice la storia. Ma, guarda un po’ il paradosso, ancora si continua a pavimentare le piazze e le strade più belle del centro storico con lastroni di porfido (colombino extraduro) del Trentino.  Scelta sbagliata, per motivi estetici e identitari (il travertino è anche un sentimento), o  scelta razionale dettata da realismo architettonico ed economico?

Lo scontro tra diverse correnti di pensiero è riesploso con la quasi ultimazione, entro una quindicina di giorni, dei lavori per la riqualificazione, molto opportuna, con colombino del Trentino, di piazza Sant’Agostino. La stessa pietra utilizzata per ripavimentare corso Mazzini, via Del Trivio e via D’Ancaria. E il travertino ascolano? Rimane solo, utilizzato dai nostri avi, in piazza del Popolo e, di recente, per fortuna, in piazza Ventidio Basso (certamente molto bella, anzi bellissima, da incorniciare, scelta indovinata). Per la ripavimentazione di piazza Arringo, invece, si usò un altro tipo ancora di pietra grigia (provenienza India) e anche allora si scatenò il dibattito travertino sì travertino no.

La chiesa

I fautori del travertino a spada tratta, soprattutto ambientalisti e cultori di storia patria, sostengono che, siccome Ascoli è città costruita col travertino, è opportuno, per continuità storica, omogeneità, identità ed estetica, utilizzare il più possibile questa pietra per nuovi interventi migliorativi. Così facendo si avrebbe una città davvero tutta di travertino, nelle sue stratificazioni temporali, realizzando una immagine unica, capace anche di maggiore presa sui turisti e, chissà, in grado di superare più facilmente gli scogli per il riconoscimento da parte dell’Unesco di Ascoli patrimonio dell’umanità.

Il “partito del grigio”, formato da amministratori e tecnici comunali e Soprintendenza, invece sostiene che il travertino è troppo tenero soprattutto per sopportare il traffico veicolare mentre il colombino trentino ha certamente molta più resistenza. A far optare per la pietra indiana in piazza Arringo fu, 20 anni fa, anche la valutazione che bianco su bianco sarebbe stato un pugno in un occhio (?) e che il grigio avrebbe fatto meglio risaltare i palazzi in travertino.

Piazza Arringo (foto Vagnoni)

Insomma un dibattito infinito con la Soprintendenza che però ha risolto fino ad oggi un po’ a macchia di leopardo. E se invece fosse, più pragmaticamente, che il travertino costa molto molto di più e che le casse comunali non ce la fanno a sopportare la spesa? Assai probabile. Così il travertino ascolano meglio esportarlo negli Emirati Arabi o in Cina (lì si che lo vogliono anche a caro prezzo).

Piazza Ventidio Basso

La nuova piazza di Sant’Agostino sarà pronta tra quindici giorni. Il travertino sarà utilizzato solo per le inquadrature. Il sindaco Marco Fioravanti ha detto: «Restituiamo alla città un altro fiore all’occhiello». Ha ragione. Con pavimentazione di travertino sarebbe stata più bella? A nostro modesto avviso sì. Di sicuro sarà maggiormente valorizzata la stupenda Chiesa di Sant’Agostino, star monumentale dell’estate post coronavirus, che avrà anche un ampio sagrato illuminato dal basso e terrà a debita distanza le auto (costrette ad una piccola deviazione).

Questa chiesa, eretta nel Trecento e completata nel 1546, con opere di Giuseppe e Lazzaro Giosaffatti, contiene tra l’altro la famosa tempera su tavola (XIV secolo), opera di Francescuccio Ghissi da Fabriano, raffigurante la Madonna del Latte detta Madonna della Pace alla quale gli ascolani si rivolgevano per chiedere protezione da guerre, terremoti e anche epidemie.


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