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Un anno all’Arengo,
Giorgio Ferretti (CasaPound):
«Positivamente sorpreso da Fioravanti»

ASCOLI - Il leader locale del movimento tira le somme dell'attività amministrativa e del sindaco: «La nostra candidatura? Un incidente di percorso». «Il nostro obiettivo rimane l'impegno sul territorio». Ecco le sue dichiarazioni
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di Federico Ameli

Forse, tra un’emergenza sanitaria e un più o meno ordinato ritorno alla normalità, non è così semplice rendersene conto, ma è già trascorso un anno dalle ultime elezioni comunali che, tra le altre, hanno visto Ascoli protagonista. Con i primi dodici mesi di mandato ormai in archivio e con i toni, tutt’altro che pacati, inevitabilmente tornati alla normalità, abbiamofatto il punto della situazione con chi quella campagna elettorale l’ha vissuta dal di dentro, seppur con esiti poco fortunati.

Giorgio Ferretti

Uno di loro è Giorgio Ferretti, leader ed ex candidato sindaco di CasaPound.

E’ lui a tracciare un bilancio di questo primo anno di Marco Fioravanti sindaco e della sua giunta a Palazzo Arengo.

«Mi piace definire la scelta di candidarci» afferma Ferretti «come un “incidente di percorso”.

Abbiamo avuto modo di specificarlo più volte anche in sede di campagna elettorale: le elezioni non sono mai state il fine ultimo del nostro programma, che da una decina d’anni ci vede in prima linea per il bene di Ascoli. In quest’ultimo anno abbiamo proseguito nel nostro impegno per il territorio, portando avanti le nostre consuete attività e continuando a lavorare anche sul piano culturale con, tra le altre cose, la presentazione di alcuni libri».

Una scelta, quella di puntare a Palazzo Arengo, che rappresenta dunque una delle tante tappe del percorso politico di CasaPound ad Ascoli e che Ferretti non vede certo come una sconfitta del movimento e delle idee che da anni porta avanti, bensì come un’occasione di crescita.

Ad aggiudicarsi le elezioni, è stato Marco Fioravanti, che al ballottaggio ha avuto la meglio sulla coalizione guidata da Piero Celani.

A distanza di un anno da quel 9 giugno, Ferretti, anche a nome del movimento che rappresenta, come valuta l’operato della Giunta Fioravanti?

«La mia opinione è sostanzialmente positiva, finora il sindaco si è dimostrato presente, alla mano, e soprattutto attento alle esigenze dei cittadini, specialmente nel corso di quest’ultima emergenza sanitaria.

Sebbene un anno, in particolar modo in una situazione del genere, non sia sufficiente per esprimere un giudizio completo, devo dire che Fioravanti si sta comportando meglio di quanto pensassi, anche nella gestione dell’emergenza Covid.

Giorgio Ferretti

Forse la sua presenza è stata anche eccessivamente mediatica, ma era importante che i cittadini percepissero la vicinanza delle istituzioni. Siamo d’accordo con la concessione del suolo pubblico alle attività commerciali e condividiamo anche l’erogazione di buoni spesa straordinari: ci sembrano decisioni oculate, in linea con quelli che sono le reali possibilità di un Comune in questa situazione del tutto inedita».

Un giudizio per certi versi sorprendente quello espresso da Ferretti, che nel corso dell’ultima campagna elettorale aveva esternato più di una perplessità sulla classe politica ascolana, bisognosa, a suo dire, di un profondo restyling.

È infatti piuttosto evidente come, all’interno della nuova Giunta, siano confluiti diversi esponenti di spicco del doppio mandato dell’ex sindaco Castelli.

«Già prima delle elezioni avevamo sottolineato che la continuità politica fosse scontata e sostanzialmente inevitabile. Viste le buone premesse dell’ultimo anno, io lascerei loro ancora un po’ di tempo per vedere se riescono effettivamente a venire a capo dei nodi cruciali della città.

Quello che posso dire è che, rispetto ai tempi di Castelli, ora c’è molto più dialogo e considerazione delle altre parti politiche».

Se Ferretti si dichiara tutto sommato soddisfatto di questo primo anno targato Fioravanti, non manca tuttavia qualche appunto sulla gestione di alcuni temi da sempre cari a CasaPound Ascoli, come quello dei parcheggi a pagamento e della contrapposizione tra centro storico e centri commerciali.

«Il tempo a disposizione della Giunta non è stato molto, ma c’è da dire che su alcune tematiche non ho visto grossi passi avanti. Spero in un’inversione di tendenza per quanto riguarda alcune problematiche che da anni affliggono la nostra città e per le quali ci siamo sempre battuti, come quella del riacquisto degli spazi di sosta dalla Saba o dell’eccessivo spazio lasciato alla grande distribuzione».

Nonostante la sconfitta elettorale, i militanti di CasaPound restano dunque attenti agli sviluppi della politica locale, continuando ad operare attivamente sul territorio.

«Abbiamo aderito alla protesta delle mascherine tricolore per i problemi economici e sociali del Paese, in contrasto con le scelte del Governo, che riteniamo del tutto insufficienti. Continuiamo a lavorare sullo sport, sulle scuole e sulla cultura, come abbiamo sempre fatto.

A livello nazionale, il movimento ha preso la decisione di non candidarsi più alle elezioni con il nostro simbolo, una scelta che per noi non cambia le caste in tavola: preferiamo concentrarci sui temi reali della politica piuttosto che inseguire poltrone e percentuali, cosa che ci è sempre interessata solo relativamente».

 

 


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