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Un anno all’Arengo,
Massimo Tamburri (M5S):
«Da Fioravanti pochi guizzi,
e i progetti per commercio e turismo?»

ASCOLI - Il consigliere comunale ed ex candidato sindaco del Movimento 5 Stelle traccia un bilancio di questo primo anno di mandato della giunta Fioravanti. Scarsa coerenza e mancanza di progettualità le principali accuse mosse dal leader dei pentastellati al primo cittadino, promosso a pieni voti invece il reddito di civiltà
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Massimo Tamburri mentre imbucava la scheda elettorale, un anno fa

di Federico Ameli

A dodici mesi di distanza dalle ultime elezioni comunali è già tempo di primi bilanci. Non solo per Fioravanti e la sua giunta, ma anche per gli avversari politici di allora, alcuni dei quali sono riusciti ad ottenere un posto nel consiglio comunale e sono a tutt’oggi tra i protagonisti attivi della vita politica ascolana.

Uno di questi è Massimo Tamburri, consigliere ed ex candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, con cui abbiamo cercato di fare il punto della situazione per capire in che modo i pentastellati abbiano cercato di offrire il loro contributo alla città e che tipo di rapporto si sia venuto a creare in questi mesi tra la giunta Fioravanti e l’opposizione.

«A partire dal 2014» esordisce Tamburri «io e gli altri consiglieri del M5S ci siamo sempre contraddistinti per una certa libertà di pensiero.

Non abbiamo mai seguito la logica dell’opposizione a tutti i costi: siamo stati criticati in più di un’occasione dai colleghi della minoranza per aver espresso un parere positivo sulle proposte del sindaco, che fosse Castelli o Fioravanti, ma preferiamo ragionare con la testa e se c’è da approvare, allora approviamo.

Massimo Tamburri

Il nostro approccio è stato sempre propositivo e costruttivo, cerchiamo di muovere delle critiche solo quando necessario, come nel caso della cessione delle quote di Piceno Gas Vendita, del problema legato all’illuminazione pubblica o della gestione dei rapporti con i privati da parte di Ecoinnova».

«Detto questo» prosegue il consigliere pentastellato «non posso fare a meno di sottolineare come grossi “guizzi” da parte di Fioravanti non se siano visti.

Capisco le difficoltà che può trovarsi ad affrontare un sindaco all’indomani delle elezioni e abbiamo messo in conto una fisiologica fase di adattamento, ma alla città serve qualcosa in più, soprattutto in un periodo come questo».

La ripartenza dopo un lungo periodo di lockdown dovuto all’emergenza sanitaria legata al Covid-19 è ovviamente il tema del giorno.

Una questione delicata, con cui chi fa politica deve inevitabilmente confrontarsi, cercando di fare fronte comune anche con chi abitualmente si trova dall’altra parte della barricata.

È lo stesso Tamburri a smorzare i toni della polemica, pur sollevando qualche dubbio sulla condotta di alcuni rappresentanti dell’Amministrazione.

«In piena emergenza Coronavirus, in un clima del tutto nuovo – dichiara Tamburri – abbiamo cercato di capire la situazione e ci siamo messi a disposizione della cittadinanza, ancor prima che ci venisse chiesto dal Sindaco. Nonostante le tante segnalazioni di errori, inadempienze e ritardi di quest’ultimo periodo abbiamo cercato di astenerci dalla polemica perché crediamo che in una circostanza del genere si debba andare oltre le posizioni politiche.

Tuttavia, riteniamo che alcuni comportamenti ambigui da parte dei consiglieri di maggioranza debbano essere oggetto di un’interrogazione da sottoporre all’attenzione dell’intero consiglio comunale.

Mascherine Tricolori Piazza San Tommaso

In particolare, due consiglieri – Emidio Premici ed Elena Stipahanno preso parte a nome del sindaco e dell’amministrazione alla protesta delle mascherine tricolore contro il Governo, in aperto contrasto con l’appello fatto dallo stesso Fioravanti.

Dov’è la coerenza nel chiedere collaborazione a livello locale per poi polemizzare platealmente su scala nazionale?

Di conseguenza, Fioravanti dimostra di essere poco credibile quando si dice aperto alle nostre proposte e in situazioni del genere a rimetterci, purtroppo, è sempre la cittadinanza».

Emergenza sanitaria e relative polemiche a parte, da dodici mesi a questa parte non sono certo mancate le occasioni di confronto tra maggioranza e i rappresentanti dei 5 Stelle.

È dunque lecito chiedersi come il Movimento valuti l’operato della giunta Fioravanti in questo primo anno di mandato e se le priorità dell’Amministrazione rispecchiano almeno in parte quelle di parte dell’opposizione. «Condividiamo la scelta di riproporre il reddito di dignità, ora ribattezzato “di civiltà”, di cui ricordo di essere stato io stesso il probabile ispiratore in una commissione ai tempi dell’assessorato di Donatella Ferretti, suscitando un grande interesse per la proposta. Detto questo, non posso fare a meno l’incoerenza di offrire un reddito di civiltà a livello locale per poi criticare il reddito di cittadinanza a livello nazionale, una misura necessaria alla luce delle dinamiche economiche del nostro Paese, a cui non basterà dare soldi alle imprese per risolvere il problema della disoccupazione. Come ho già accennato, già in sede di campagna elettorale nella squadra di Fioravanti ho visto pochi guizzi e competenze professionali, e la recente crisi economica e sanitaria non ha fatto altro che aggravare la situazione. Alla città serve dell’altro, mancano professionalità di un certo livello e la visione necessaria per far uscire Ascoli dalle secche in cui si ritrova».

A proposito di emergenza e di crisi, proprio nella giornata di ieri il Movimento 5 Stelle ha presentato le proprie proposte per dare nuova linfa alle attività commerciali del territorio.

Eleonora Camela

«Io e la mia collega Eleonora Camela riteniamo insufficienti le scelte dell’Amministrazione per rilanciare l’economia della città. Per questo motivo abbiamo protocollato due mozioni, una incentrata sul turismo e l’altra sul commercio.

Per quanto riguarda la prima, si tratta di una proposta che prevede la creazione di un’offerta turistica interprovinciale e non più limitata alla sola Ascoli o alla sola San Benedetto, sulla base di quanto recentemente messo in atto anche da Sirolo e Numana.

Un pacchetto turistico integrato, ricco, vario e competitivo, gestito da un ente indipendente grazie al contributo di tutti i comuni della Vallata, che possa destagionalizzare la ricettività delle nostre città.

È chiaro che non si tratta di un progetto da realizzare da un giorno all’altro, ma con i fondi per l’emergenza e la volontà di superare i campanilismi possiamo farcela».

Anche l’altra mozione presentata dal Movimento, quella legata al commercio, è un progetto a lungo termine, ma non per questo irrealizzabile.

«L’idea è quella di riorganizzare le attività commerciali del centro storico, con una serie di servizi integrati e sullo sfondo il concetto di centro commerciale naturale.

Una riforma strutturale, senza dubbio importante, che potrebbe aumentare l’attrattività del centro. In campagna elettorale abbiamo presentato una squadra di professionisti volenterosi e in grado di portare a termine progetti del genere, caratteristiche che invece non ho trovato nell’attività del Sindaco e della sua giunta.

Fioravanti ci ha chiesto di formulare delle proposte, noi le abbiamo presentate: ora vedremo se ci sarà coraggio a sufficienza per fare un balzo in avanti e progettare qualcosa di duraturo. Le nostre sono ferite profonde, servono risposte adeguate».

L’ospedale “Mazzoni” di Ascoli

Non manca una chiusa sul tema della sanità, con l’ospedale unico sempre al centro del dibattito politico.

«È importante restare uniti e lavorare ad un piano volto al potenziamento degli ospedali di Ascoli e San Benedetto, un piano realizzato da esperti al di fuori delle logiche dei partiti.

Si possono spostare o integrare dei reparti, ma è importante che vengano preservate entrambe le strutture, presidi indispensabili sia per l’entroterra che per la zona costiera.

Se poi da un’analisi più approfondita emergerà la necessità di una terza struttura specializzata in un nuovo ambito si potrà anche pensare di realizzarla, ma gli ospedali di Ascoli e San Benedetto dovranno necessariamente restare operativi».

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