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Samb ai playoff col Padova,
ma tutto dipende dalla cessione
del club a Domenico Serafino

SERIE C - Le decisioni del Consiglio Federale della Figc. Monza, Vicenza e Reggina in B, la quarta promossa verrà determinata dagli spareggi. Mercoledì possibile chiusura della trattativa col produttore musicale italo-argentino. L'associazione "Noi Samb" chiede chiarezza a Fedeli
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Il presidente Franco Fedeli

di Benedetto Marinangeli

Il Consiglio federale della Figc ha confermato la chiusura della stagione regolare della Serie C e ha ratificato di conseguenza la promozione in Serie B di Monza, Vicenza e Reggina, che al momento della sospensione per la pandemia si trovavano al comando delle classifiche dei tre gironi. Retrocesse le ultime dei tre gironi, ovvero Gozzano, Rimini e Rieti, mentre il Fano giocherà i playout contro il Ravenna probabilmente in una doppia sfida di andata e ritorno.

Tra le marchigiane, la Samb sarebbe ammessa ai playoff, ma la Figc ha previsto anche che le società possono rinunciare, senza incorrere in sanzioni, qualora non riuscissero a garantire il rispetto del protocollo sanitario.

I tifosi rossoblù

Se il club del Riviera delle Palme dovesse scegliere di giocare, affronterà in trasferta il Padova, in gara secca. Ma tutto dipenderà da come andrà a finire la trattativa di cessione della società tra Franco Fedeli ed il produttore musicale Domenico Serafino. Secondo indiscrezioni sarebbe fissato per mercoledì l’appuntamento davanti al notaio per definire il passaggio di quote.

Per quanto riguarda questa operazione si registra l’intervento dell’associazione “Noi Samb” con un comunicato stampa.

“In merito alle voci di cessione della Sambenedettese Calcio all’imprenditore Domenico Serafino -si legge- l’Associazione Noi Samb chiede al proprietario Franco Fedeli di mantenere la promessa di trasparenza e chiarezza fatta ai tifosi sia in maniera privata sia tramite interviste ai giornali. Di fronte al silenzio assoluto della proprietà, chiediamo a Fedeli di rispondere a domande che tanti tifosi rossoblu si stanno ponendo.

Quali e quanti imprenditori sono coinvolti nella trattativa? Quale ruolo ricoprono gli attuali dirigenti della società – nello specifico il direttore generale e il commercialista del club – nell’ambito della cessione? Per quale motivo, nonostante la mancanza di comunicati ufficiali, l’imprenditore Serafino è presentato da tali dirigenti come presidente della Sambenedettese Calcio?

Qual è l’attuale stato debitorio del club? In che condizioni versa il settore giovanile e perché, la scorsa estate, è stato rifiutato l’aiuto economico offerto da imprenditori locali per una valorizzazione del vivaio rossoblu? L’amministrazione comunale è al corrente della trattativa? Qual è la sua posizione ufficiale riguardo la nuova proprietà?

Da quando è stata fondata, l’Associazione Noi Samb ha sempre mantenuto aperto il dialogo con la proprietà, garantendo in ogni occasione la disponibilità a dare un aiuto concreto nel rapporto con i tifosi e con il territorio. L’attuale silenzio e la mancanza di trasparenza non possono essere accettati da una tifoseria che ha sempre risposto presente e non ha mai fatto mancare il sostegno alla squadra.

I tifosi hanno un valore solo quando pagano il biglietto, versano la quota per l’abbonamento o devono impegnarsi a restituire i palloni che finiscono sugli spalti? Noi Samb nasce per affermare il diritto dei tifosi ad essere il fulcro del calcio e parte attiva nella vita del club, non solo nell’aspetto economico. I tifosi meritano rispetto –conclude l’Associazione Noi Samb- anche (e soprattutto) alla vigilia di una cessione societaria”.


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