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Autodichiarazioni e distanze:
la maturità ai tempi del Covid
Come si organizzano gli istituti

ASCOLI - Gli esami di stato prenderanno il via il 17 giugno. Dirigenti alle prese con le misure per garantire la sicurezza dei candidati e del personale. Dalle mappe coi percorsi per entrare fino alla misurazione della temperatura corporea, si lotta contro il Covid
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di Stefania Mistichelli

“Lotta al contagio” sarà la parola d’ordine che caratterizzerà lo svolgimento degli esami di maturità 2020. I candidati, questo anno, dopo aver superato la prova della quarantena ed aver affrontato la sfida della didattica e distanza, dovranno cimentarsi in una prova del tutto nuova, pensata ad hoc per questo periodo tutt’altro che semplice, e che richiederà una sorta di preselezione all’ingresso.

Patrizia Palanca

«La prova delle salute – la definisce Patrizia Palanca, dirigente dell’ISS “Fermi – Sacconi – Ceci”-. Noi dirigenti dovremo infatti garantire la sicurezza dei candidati e del personale, seguendo un documento relativo alle misure “anti contagio Covid” che abbiamo già condiviso e che dovrà essere attuato e osservato minuziosamente, in linea con le indicazioni ministeriali».

«Inoltre, a queste abbiamo aggiunto altre indicazioni, in relazione alle specificità del nosto istituto -continua-. In primo luogo, dal 23 maggio abbiamo informato candidati e genitori sul comportamento da tenersi prima di arrivare all’ingresso della scuola, durante l’ingresso e una volta entrati nell’istituto, fornendo una mappa che fissa percorsi precisi da fare. All’ingresso abbiamo predisposto una gazebo di accoglienza dove ci sarà personale specializzato. Infatti, abbiamo dovuto individuare un nucleo di emergenza, con personale istruito dal Responsabile del servizio prevenzione e protezione ed inviduare i soggetti fragili, e quindi ad alto rischio contagio, perché continuassero a lavorare da remoto».

Blindate le misure predisposte dalla dirigente, per un istituto che conta 14 quinte (una trentina i ragazzi per classe), per un numero di persone totale – coinvolte negli esami di stato – di circa 500 alunni. Per controllare tutti durante gli esami sarà utilizzato un portale, grazie al quale si potrà vigilare che lungo tutto il percorso obbligato che dal gazebo esterno porta fino alle aule tutto si svolga secondo le regole.

«I ragazzi potranno essere accompagnati solo da una persona – spiega Patrizia Palanca – e al loro ingresso dovranno presentare l’autodichiarazione con la quale dichiareranno anche di non aver avuto febbre per i tre giorni precedenti l’esame e la febbre sarà misurata all’ingresso. Arriveranno quindici minuti prima dell’orale (non prima per evitare assembramenti) e, possibilmente, con un mezzo di trasporto proprio, senza usare mezzi pubblici».

«I progetti che saranno oggetto dell’esame dovranno essere inviati prima con Google Drive, in modo da evitare scambi di supporti tecnologici la mattina stessa -va avanti la dirigente-. Indosseranno la mascherina, fornita da noi per chi la dimenticherà. Le aule avranno una configurazione di distanziamento di due metri da un commissario dall’altro, cui saranno fornite mascherine e visiere. All’interno della scuola ci sarà anche il personale formato dalla Croce Rossa e sarà attivo un tavolo permanente con la Usr di contatto per eventuali problematiche e criticità che non siamo in grado di risolvere con il protocollo di sicurezza già in essere».

Nazario D’Amato

Il colloquio, della durata di un’ora al massimo, sarà articolato in cinque fasi. Si parte con la discussione dell’elaborato delle materie d’indirizzo, il cui tema è stato inviato il primo giugno e che i ragazzi consegneranno entro il 13 giugno. Questo elaborato sostituisce la seconda prova scritta e apre il “maxi-colloquio”. Quindi, il candidato si cimenterà nell’argomentazione di un breve testo, oggetto di studio della lingua e letteratura italiana (questa parte vorrebbe sostituire la prima prova scritta), per poi analizzare un materiale scelto dalla commissione la mattina stessa del colloquio: un testo, un documento, un progetto significativo.

«Con questa terza parte – continua Patrizia Palanca – la commissione (composta da tutti membri interni e da un presidente esterno, ndr) valuterà la capacità del candidato di operare collegamenti interdisciplinari. A seguire, ci sarà la relazione sulla esperienza di alternanza scuola/lavoro e, infine, sarà valutata la conoscenza maturata dal candidato su cittadinanza e costituzione. Su questo ultimo punto, sono sicura che i ragazzi, in questo periodo, avranno fatto addestramento di resilienza e vissuto importanti e significative esperienze personali».

L’Umberto I

Cambia anche la valutazione finale. Questo anno il percorso scolastico peserà, sul totale del voto finale, 60 punti, e il maxi-colloquio 40. Come dire che, se anche un candidato con alle spalle un’eccellente percorso scolastico dovesse totalmente sbagliare il colloquio, sarebbe comunque promosso.

Gli esami cominceranno il 17 giugno, mercoledì, alle 8,30 e saranno esaminati non più di cinque candidati al giorno per ogni sottocommissione. «Da noi le sottocommissioni sono sette – spiega la dirigente -. Saranno esaminati al massimo 35 candidati al giorno. Coerentemente con le regole illustrate, ne entreranno sette ogni ora. I docenti che non potranno partecipare in presenza, perché soggetti fragili a maggiore rischio di contagio, parteciperanno collegandosi con la piattaforma Meet, che abbiamo utilizzato anche per la didattica a distanza. L’esigenza che partecipino tutti gli insegnanti della classe si spiega con il fatto che solo loro possono conoscere bene il candidato e quindi valutarne accuratamente il percorso scolastico».

Tutti al lavoro, dunque, per preparare percorsi e segnaletiche all’interno degli istituti scolastici. «La modalità di esame è nota, definita dall’ordinanza ministeriale numero 10 – spiega Nazario D’Amato, dirigente dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Mazzocchi – Umberto I”- . L’organizzazione da parte della scuola riguarda soprattutto la preparazione dei locali per accogliere candidati, commissari e presidenti in sicurezza. Abbiamo scelto le aule più ampie, c’è già un protocollo di sicurezza, stiamo mettendo a punto la segnaletica, abbiamo istruito il personale».

«Per esempio, al “Mazzocchi” abbiamo già installato la segnaletica orizzontale e altri elementi che riguardano il layout, all'”Umberto I” (ancora chiuso) allestiremo il tutto domani -contonua D’Amato-. I percorsi prevedranno un ingresso e un’uscita obbligati: al “Mazzocchi” si entrerà dall’ingresso principale e si uscirà sul retro al piano terra oppure, per chi farà l’esame al primo piano, l’uscita di sicurezza, molto vicina all’aula, mentre all'”Umberto I” si entrerà sul lato via Marucci e si uscirà su via delle Torri. Ovviamente ci saranno tutte le verifiche all’ingresso e consegneremo la mascherina ai commissari. Le commissioni si insedieranno lunedì 15 e  saranno quattro, per un totale di centoquarantotto candidati. Al giorno saranno esaminati al massimo cinque candidati per commissione, anche se il calendario sarà stilato soltanto lunedì».

La curiosità: esami di stato solo per gli “interni”. I cosiddeti privatisti – o candidati esterni – dovranno aspettare almeno fino a settembre.


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