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A Capodacqua,
nel deserto delle macerie
nasce il Centro di aggregazione

ARQUATA DEL TRONTO - Lo annuncia Paolo Marco Angeletti, presidente dell'associazione Capodacqua Viva. Una parte dell'opera è stata finanziata dagli Alpini di Brenzone sul Garda
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Una veduta di Capodacqua

 

Capodacqua, il bel borgo di Arquata del Tronto, non è solo nel cuore di Berardina Di Cesare, la protagonista in questa settimana della rubrica di Cronache Picene “Appunti ad alta quota“.

Impegnata in prima linea, sia prima che dopo il sisma del 2016, c’è anche l’associazione Capodacqua Viva, che annovera tra i suoi iscritti 14o persone tra residenti e non.

C’era anche l’associazioni presieduta da Paolo Marco Angeletti, insieme con l’intero il paese, a portare avanti la protesta per la variante per Norcia, «che avrebbe dovuto sovrastare le nostre sorgenti» ha ricordato il presidente, di fronte al neo-nominato Commissario straordinario per la ricostruzione Piero Farabollini, al Comune e al Ciip.

«Capodacqua – afferma Angeletti – è un paese che sta in mezzo alle macerie, al nulla.

Ma è l’unico, in tutto il cratere, in cui sta nascendo un progetto.
Dopo tante battaglie della nostra associazione, che nel tempo è rimasta compatta nonostante le difficoltà, ha visto la luce il centro di aggregazione, cofinanziato dagli Alpini di Brenzone sul Garda».

 

 


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