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La depurazione industriale
finisce alla Iren:
sconfitta la cordata Aimag-Ciip

ASCOLI - La multiutiliy di Reggio Emilia ha staccato un assegno di 90 milioni di euro per rilevare la Unieco Ambiente presente anche nell'ascolano con le società Picena Depur, Uniproject e Uniservizi. Arriva nel Piceno l'azienda nata dalla fusione delle municipalizzate di Reggio, Parma, Piacenza, Torino e Genova
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La sede della Ciip (foto Andrea Vagnoni)

di Renato Pierantozzi

Con un assegno da 90 milioni, la multiutility Iren spa si è aggiudicata all’asta la divisione Ambiente della Unieco di Reggio Emilia (implosa nel 2017) presente anche nell’ascolano con gli impianti e le società Picena Depur (depuratore di Campolungo), Uniproject (piattaforma di Caselle di Maltignano) oltre alla raccolta dei rifiuti liquidi (UniServizi). E’ stata sconfitta la Aimag di Carpi che si era alleata con la Ciip spa. Alla fine l’Unieco resta di fatto a Reggio Emilia dove ha sede anche Iren che è un colosso quotato in borsa frutto dalla fusione, negli anni, delle municipalizzate di Parma, Piacenza, Reggio, Genova e Torino. La partecipazione della Ciip alla gara, tramite una newco da costituire con la stessa Aimag a fronte di un esborso di 8 milioni di euro, aveva scatenato anche un polverone politico con l’interrogazione molto pepata del capogruppo della lista Celani, Francesco Viscione (leggi l’articolo). In casa Ciip, invece, l’operazione era stata studiata per cercare di implementare gli utili della società che sta sostenendo costi importanti per l’energia elettrica (diversi milioni all’anno) ad esempio per pompare l’acqua dai pozzi di Castel Trosino da una profondità di oltre 300 metri.

Francesco Viscione

Inoltre c’era l’aspetto “geopolitico” per evitare di far entrare nel territorio piceno un competitors di spessore nazionale. C’è comunque da dire che nel giro di qualche anno il depuratore di Villa Sant’Antonio, che frutta parecchi utili, finirà comunque alla Ciip nel 2022 in quanto gestore del ciclo integrato delle acque, mentre il contratto di gestione della piattaforma di Caselle (di proprietà del Piceno Consind) terminerà nel 2025. Soddisfazione invece in casa Iren dove si sottolinea, tra le altre cose, lo sbarco nelle Marche. «L’operazione – ha dichiarato l’amministratore delegato di Iren Massimiliano Bianco – è coerente con la nostra strategia di sviluppo della filiera integrata dei rifiuti ed inoltre ci consentirà di ampliare ulteriormente le infrastrutture di trattamento e smaltimento rifiuti integrandole in modo sinergico con quelle del Gruppo Iren. Tale acquisizione rappresenta per il Gruppo Iren un passo importante: ci consente di accelerare il conseguimento degli obiettivi strategici mentre ci configura come rilevante player a livello nazionale nella filiera dei rifiuti, sia per volumi gestiti che per capacità impiantistica». «Questa operazione – ha affermato invece il presidente di Iren Renato Boero – consente a Iren di rafforzare il presidio nel settore Ambiente e di focalizzarsi ulteriormente sull’economia circolare incrementando la già radicata politica di sostenibilità aziendale. L’ingresso della Divisione Ambiente di Unieco nel Gruppo rappresenta un nuovo step del processo di consolidamento di Iren su due fronti: rafforza la presenza sui propri territori di riferimento e favorisce l’ingresso strategico in nuove regioni, in particolare Toscana e Marche».

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